Pubblicato in MILLEORIENTI, SRI LANKA | 9 Commenti »
Sembra la lotta fra Davide e Golia. Da una parte c’è il piccolo Davide: i Dongria Kondh, una
delle 645 tribù di adivasi, gli aborigeni dell’India. I Dongria sono ottomila persone, quasi tutte seminalfabete, sparse in poverissimi villaggi nello stato indiano dell’Orissa. Dall’altra parte c’è il gigante Golia: la multinazionale mineraria Vedanta Resources, fra le prime 100 società quotate alla Borsa di Londra. In gioco, i diritti di sfruttamento della montagna sacra dei Dongria, che la Vedanta vorrebbe sventrare per farne una miniera di bauxite, dislocando altrove gli aborigeni e trasformando un paradiso naturale in un piccolo inferno. L’esito della battaglia sembrerebbe scontato. Ma a sorpresa, gli aborigeni trovano un potente alleato: l’organizzazione Survival International, che si batte in tutto il mondo per i diritti dei popoli indigeni. E improvvisamente l’esito della battaglia cambia…Su questa storia esemplare ho scritto un articolo, apparso sul settimanale Tu Style nel numero in edicola fino al 27 ottobre 2009. Ma se volete potete leggere l’articolo anche qui sotto….
“Sukul non lo sa, ma non esiste. Lei crede di esistere, mentre raduna in un cesto le semplici cose che porterà al mercato del villaggio: frutti, fiori e grandi foglie di palma (queste ultime le venderà come “piatti” o ciotole per il cibo). Del resto, lei credeva di esistere anche quando viveva con il marito e il figlioletto in una capanna su loro minuscolo campo coltivabile – appena tre acri.
Invece no: Sukul si sbagliava. Non esiste lei e non esiste nemmeno il suo piccolo popolo, i Dongria, una tribù di ottomila aborigeni sparsi nei poverissimi villaggi ai piedi della catena montuosa di Nyamgiri, in una fitta foresta dello stato indiano dell’Orissa.
Il problema è che se uno non esiste non ha neanche diritti. Perciò, Sukul è stata espropriata dei suoi tre acri di terra. E gli indigeni Dongria vengono cacciati dai loro villaggi; la loro cultura tribale cancellata; un intera minoranza etnica minacciata di estinzione. Continua a leggere
Pubblicato in INDIA | Contrassegnato da tag aborigeni dell'India, Adivasi dell'India, diritti degli aborigeni, Dongria Kondh, Felix Padel antropologo, Francesca Casella di Survival International, miniera di bauxite in Orissa, montagna Niyam Dongar, montagna sacra dei Dongria, monti Niyamgiri, OCSE - Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, paradiso naturale minacciato in Orissa, sfruttamento minerario in Orissa, Stephen Corry direttore di Survival International, Survival International, tribù aborigene in Orissa, Vedanta Resources | 5 Commenti »
“台上一分鐘, 台下十年功” cioè: “Per 1 minuto di palcoscenico, 10 anni di
preparazione”.
E’ il motto dei maestri di danza cinese, una disciplina sempre più in voga a Milano, accanto alle danze arabe e a quelle indiane (classiche e moderne). Al centro Metiss’Art Danza di Milano si tengono lezioni tutti i mercoledì dalle 17 alle 18, per avviarsi a praticare uno dei quattro stili: Tradizionale, Tecnica Skill (acrobatica), Shen Yun (con le tipiche vesti dalle maniche lunghissime e le spade) e Folk (ovvero ispirata alle tradizioni coreutiche delle 56 etnie della Cina). L’insegnante è Olivia Kwong, laureata alla Hong Kong Academy of Performing Arts. Buona danza a tutti/e….
Pubblicato in CINA | Contrassegnato da tag centro Metiss'Art Danza, corsi di danza cinese a milano, danze cinesi, Olivia Kwong, Shen Yun | 2 Commenti »
Molto rumore per nulla? Sembrerebbe questo l’esito della polemica politico-religiosa scatenata giorni fa dalla proposta di insegnare anche Islam – a chi ne faccia richiesta – durante l’ora di religione a scuola. Alla proposta avanzata dal viceministro Adolfo Urso (foto), finiano del PDL, si è contrapporto un muro di no (con qualche raro sì) da parte dell’establishment politico e mediatico, ma il tema è troppo interessante per lasciarlo cadere. Anche perché ha rivelato l’esistenza di idee divergenti pure all’interno della Chiesa cattolica. Vale la pena quindi di riesaminare in breve le diverse posizioni, e magari, di avanzare una nostra modesta proposta…
L’idea di Urso (ripresa senza commenti dal portale Stranieri in Italia) è in sostanza questa: istituire un’ora alternativa a quella di religione cattolica durante la quale docenti italiani oppure imam registrati su un albo pubblico insegnino religione a quelle classi che ne facciano richiesta. Lo scopo: evitare di lasciare i piccoli musulmani «nel ghetto delle madrase e delle scuole islamiche integraliste».
(A margine, vale la pena ricordare che una ricerca su «L’islam a scuola» è stato condotta dalla Fondazione ISMU-Iniziative e Studi sulla Multietnicità, che ha raccolto anche una banca dati sulla presenza degli alunni stranieri nella scuola italiana).
Immediata la reazione degli esponenti della Lega Nord: il viceministro Roberto Castelli considera l’idea «una provocazione», il ministro dell’Interno Roberto Maroni boccia l’idea definendola «il modo più sbagliato per cercare di migliorare l’integrazione sociale» e il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia reclama «l’ora di religione cattolica obbligatoria per i musulmani, per far capire loro perché noi siamo così».
A queste posizioni si contrappongono quelle dell’esponente PD Massimo D’Alema, che condivide la proposta Urso, e del Presidente del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, Cardinale Renato Raffaele Martino (foto) secondo il quale «se gli immigrati scelgono di conservare la loro religione hanno diritto di istruirsi nella loro religione». Posizione non condivisa da un altro cardinale, Ersilio Tonini, per il quale «l’idea è impraticabile» anche perché «l’Islam ha valori che con la nostra civiltà non hanno nulla a che vedere».
Ma il senatore Carlo Giovanardi (foto) sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ribadisce quattro no «decisi e definitivi», perché l’ora di islam a scuola separerebbe i figli dei musulmani dagli altri ragazzi (NDR cioè Nota del Restelli: e quella fra laici e cattolici allora, non è una separazione? Eppure esiste…), ancora no per la difficoltà di scegliere quale islam far entrare a scuola (sciita o sunnita?), no a un’ora di Storia delle Religioni perché «il 90% delle famiglie italiane professa la religione cattolica» (NDR: non ci risulta, la percentuale dei cattolici praticanti in Italia non supera il 50%) e infine no «perché i musulmani sì e i buddhisti no? Si dovrebbe dare diritto di accesso alla scuola pubblica a insegnanti di tutte le religioni. Una scelta controproducente per il processo di integrazione».
E qui Giovanardi tocca involontariamente il punto focale della questione: perché i cristiani o i musulmani sì e i buddhisti, gli ebrei, i seguaci di altre religioni no? Perché non garantire a tutti i figli di cittadini italiani l’accesso a una istruzione religiosa controllata dallo Stato attraverso appositi programmi in un’ora di Storia delle Religioni? Sarebbe una scelta utilissima a un processo di comprensione reciproca e integrazione!
E’ questo che secondo me dovrebbe fare uno Stato laico moderno, cari lettori di MilleOrienti, e su questi temi vorrei sapere la vostra opinione.
Pubblicato in ISLAM IN OCCIDENTE | Contrassegnato da tag Adolfo Urso, banca dati sui ragazzi stranieri nella scuola italiana, buddhismo nella scuola italiana, Cardinale Martino, Cardinale Tonini, Carlo Giovanardi, ebraismo nella scuola italiana, Fondazione ISMU per la multietnicità, insegnamento delle religioni, integrazione dei musulmani nella scuola, islam nell'ora di religione, islam nella scuola italiana, Luca Zaia, Massimo D'Alema, ora di religione a scuola, Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, proposta Urso per l'Islam a scuola, Roberto Maroni, storia delle religioni a scuola, Vittorio Messori e l'islam | 12 Commenti »
Karuna: una parola che nel buddhismo significa “compassione” per tutti gli esseri viventi. E’ la karuna ad ispirare un bell’evento che si terrà dal 13 al 21 ottobre al Centro Botanico di Milano (via Cesare Correnti n° 10, orario 10-19,45, ingresso libero). Si intitola Un mandala di sabbia per il Ladakh ed è organizzato dall’Associazione Ascolta e Vivi Onlus per uno scopo benefico: aiutare i bambini sordi del Ladakh, una regione settentrionale dell’India in grande maggioranza buddhista.
Monaci buddhisti del Monastero di Gaden Jangtse daranno vita alla cerimonia costruendo il Mandala del Buddha della Compassione. Una rappresentazione che verrà realizzata con sabbie colorate e poi distrutta al termine della cerimonia. Questo evento sarà accompagnato da un’esposizione di tangka (dipinti su tessuto, sete o carta, tipici della tradizione tibeto-himalayana), da una mostra fotografica curata dall’associazione Ascolta e Vivi e dall’intervento di alcuni esperti di cultura buddhista.
(Per info sul programma dettagliato dell’evento: Mariagrazia Toniut mgtoniut@tiscali.it, cell.335.5466779).
Il Mandala è una complessa struttura geometrica che rappresenta simbolicamente l’ambiente e gli esseri che lo abitano; secondo la tradizione tibetana la costruzione del Mandala diffonde energia di benessere e salute nell’ambiente circostante. Durante la cerimonia di creazione del Mandala, i monaci ne disegnano i contorni su un piano di legno e poi, con un lavoro di estrema concentrazione, lo ricoprono in ogni sua parte con sabbia finissima colorata, delineandone i minimi particolari. I colori usati, bianco, giallo, rosso, verde e blu rappresentano rispettivamente acqua, terra, fuoco, aria e spazio.
Al termine della costruzione il Mandala viene tradizionalmente dissolto e le sabbie versate in un fiume, a simboleggiare la natura impermanente di tutte le cose e il distacco da esse (concetti centrali nel buddhismo).
Pubblicato in INDIA, MOSTRE D'ARTE, TIBET | Contrassegnato da tag Associazione Ascolta e Vivi, bambini sordi del Ladakh, buddhismo in Ladakh, Centro Botanico di Milano, esposizione di tangka, karuna, mandala di sabbia a Milano, mandala per il Ladakh, Mariagrazia Toniut, monastero di Ganden Jangtsen | 2 Commenti »
Beh, adesso basta. Di belle intenzioni sulla pace nel mondo sono pieni anche i concorsi di Miss Italia. (La classica domanda “di cultura” alle aspiranti miss: «E lei cosa vorrebbe?» Risposta: «lapacenelmondo»). Che il presidente degli Stati Uniti d’America ogni tanto parli come un’aspirante velina di Miss Italia, passi. Ma che vinca anche il premio Nobel per la pace senza avere ancora realizzato nulla, proprio no.
Ma ciò che risulta insopportabile sono il buonismo, la prudenza buonsensaia e l’ipocrisia dell’Occidente verso il Dalai Lama. E’ ciò che possiamo chiamare la politica delle pacche sulle spalle. In nome della pace, tutti i leader politici occidentali hanno accolto il Dalai Lama dandogli grandi pacche sulle spalle e assicurandogli la propria verbosa solidarietà. Ma nei vent’anni (vent’anni!) passati dal conferimento del Nobel per la pace al Dalai Lama, nessun Paese occidentale ha fatto passi concreti per pressare la Cina sulla questione dei diritti umani e su quella del dramma tibetano. E la ragione ovvia
è che nessuno vuol compromettere i propri business nel ricco mercato cinese.
L’ultimo esempio di questa “politica delle pacche sulle spalle” è proprio Obama, che da una parte definisce il Dalai Lama “un modello” di saggezza politica e dall’altra si rifiuta di riceverlo prima di andare in Cina da Hu Jintao; lo vedrà al ritorno da Beijing, invece, quando potrà chiacchierare amabilmente con lui senza prendere impegni politici concreti. Una contraddizione che è stata rilevata, prima che dai mass media, da molti blogger, come l’ottima Orientalia4all. Eppure prosegue inarrestabile nei mass media la beatificazione di Sant’Obama (che non è stato eletto per starci simpatico bensì per fare politica concreta).
E quel che più conta, questa beatificazione copre la storica ipocrisia dell’Occidente sul Tibet e sui diritti umani in Cina.
Pubblicato in CINA, TIBET | Contrassegnato da tag blog di PIero Verni, blog Orientalia4All, concorso di Miss Italia, Dalai Lama, Dharamsala, dramma del Tibet occupato, George W. Bush e il Tibet, Governo tibetano in esilio, Hu Jintao, intellettuale tibetano Jamyang Norbu, Kalon Tripa, Marco Del Corona sul Corriere della Sera, Obama e il Tibet, Paolo Granzotto su Il Giornale, politica della Via di Mezzo, politica delle pacche sulle spalle, premio Nobel per la pace a Obama, primo ministro tibetano Samdhong Rinpoche, rapporti Cina-Tibet | 14 Commenti »
Stiamo assistendo a una vera esplosione di eventi culturali giapponesi in Italia. Possiamo solo rallegrarcene. (E dispiacerci perché non c’è
un’offerta altrettanto ricca sull’India e su altri Paesi asiatici…). Dopo gli eventi che abbiamo segnalato a Torino, Milano, Napoli, Palermo e Roma (guardate i post qui a fianco nella categoria “Giappone”) si apre il 10 ottobre il Festival “Ottobre giapponese a Ravenna”, che proseguirà fino al 12 novembre a cura della Sezione Emilia-Romagna dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) e della Associazione per gli scambi culturali fra Italia e Giappone (Ascig) di Ravenna.
Rassegne di cinema d’animazione, mostre di artisti nipponici, esibizioni di arti marziali e di Kyudo (la Via del Tiro con l’Arco, nello Zen), cene e conferenze sulla cucina giapponese e la cerimonia del tè, laboratori di ceramica, feste…il programma è tutto qui. Irasshai mase…
Pubblicato in GIAPPONE | Contrassegnato da tag arte giapponese a Ravenna, arti marziali giapponesi, Associazione per gli scambi culturali fra Italia e Giappone, Cerimonia del tè, cinema giapponese a Ravenna, Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente sezione Emilia-Romagna, ottobre giapponese a Ravenna, tiro con l'arco zen | 1 Commento »
Il Bollettino della Comunità Ebraica di Milano sta pubblicando una interessante serie di articoli – intitolata Ebrei Globali – sulla vita e le vicende delle Comunità ebraiche in tutto il mondo: in Giappone, in Cina, in Turchia, etc..La direttrice del Bollettino, Fiona Diwan, mi ha chiesto di scrivere un pezzo sulla storia degli ebrei in India. E’ una storia antica e affascinante, perché gli ebrei hanno contribuito a tutti gli aspetti della vita indiana (compresa Bollywood!) e perché l’India non ha mai conosciuto l’antisemitismo (se non in pochi momenti a causa dei Tribunali dell’Inquisizione importati dai colonizzatori portoghesi cattolici). L’articolo è uscito sul numero 10 (ottobre 2009) con il titolo «Mumbai e Cochin: quel Talmud al profumo di curry». Potete leggerlo lì, o qui sotto…
Pubblicato in BOLLYWOOD & Co., INDIA | Contrassegnato da tag antisemitismo in India, attori ebrei a Bollywood, Bollettino della Comunità ebraica di Milano, Cochin Jews, Comunità Baghdadi in India, Comunità Bené Israel in India, Comunità Bnei Menashe in India, ebrei a Cochin, ebrei a Mumbai, ebrei di Ahmedabad, ebrei globali, Ebrei in india, ebrei indiani in Israele, famiglia Sassoon, Fiona Diwan, Jewish wedding in Bombay, libro di Shaul Bassi, medico del Mahatma Gandhi, poeta Nissim Ezekiel, Poeti indiani del novecento, Rabbi Shlomo Amar, scultore Anish Kapoor, sinagoga di Cochin, sinagoga pardesi di Cochin in Kerala, State Bank of India, tribù di Manasse, Tribunali dell'Inquisizione in India | 3 Commenti »
La 12° Edizione di IMMAGIMONDO, Festival di Viaggi, Luoghi e Culture si terrà dal 3 al 18 ottobre 2009 nella città di Lecco. Il Festival è dedicato al pellegrinaggio e al viaggio declinato sui valori della lentezza, dell’incontro dell’altro, della riscoperta del legame con la natura.Un ricco calendario di eventi culturali – proiezioni di filmati e documentari, mostre fotografiche, incontri con esperti viaggiatori, conferenze, presentazioni di libri e molto altro – in settimana farà da contorno agli incontri de I Viaggi dell’Anima, che si terranno sabato 3 e domenica 4 ottobre 2009. La sede è il suggestivo Monastero di Santa Maria del Lavello. Molti altri eventi del Festival si terranno invece all’interno di grandi tendo-strutture montate nelle piazze del centro storico della città di Lecco, sabato 17 e domenica 18 ottobre 2009 per la sezione Il Viaggio nel cuore della città.
Nell’ambito de “I viaggi dell’anima” il 3 ottobre alle ore 16 ci sono anch’io, di Milleorienti, in una delle sedi del Festival, , che si trova a Calolziocorte, in provincia di Lecco. Tengo una conferenza con proiezione di foto sul tema: ALLA SCOPERTA DEI GIAINISTI, “ESTREMISTI” DELLA NON-VIOLENZA. Descriverò la bellezza e il significato di un pellegrinaggio che i gianisti – seguaci di una religione indiana coeva del buddhismo e per vari aspetti simile ad esso – compiono una volta l’anno alla collina sacra di Palitana, nello stato indiano del Gujarat, dove sorgono centinaia e centinaia di templi giainisti. Un posto di fascino straordinario, eppure quasi completamente ignorato dal turismo di massa italiano (e forse è un bene…). Meditate, gente, meditate…


Pubblicato in INDIA, MILLEORIENTI | Contrassegnato da tag Calolziocorte, conferenza di Marco Restelli sul giainismo, festival di viaggi, festival Immagimondo, giainisti indiani, I Viaggi dell'Anima, il giainismo religione della nonviolenza, Lecco, MilleOrienti al festival Immagimondo, Monastero di Santa Maria del Lavello, montagna sacra dei giainisti, non-violenza giainista, Palitana in Gujarat, pellegrinaggio giainista, pellegrinaggio giainista a Palitana | 5 Commenti »




RSS - Posts