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Archive for dicembre 2008

cari amici

l’India ha vissuto il suo “11/9”, con gli attacchi terroristici avvenuti a fine novembre nella città di Mumbai. La risposta a questi attacchi naturalmente non può essere solo militare ma politica, e i problemi sul tappeto sono tanti, fra cui quello della frammentazione dei poteri in Pakistan (ne ho parlato il 27/11 su Sky Tg 24), Paese da cui proveniva gran parte dei terroristi, e che appare ormai un Paese ingovernabile, con il potere politico ufficiale he non controlla più vari rami dei suoi servizi segreti (ISI).

Le analisi su questi fatti sono necessariamente ancora frammentarie, ma due mi sembrano interessanti e ve le allego qui sotto

– quella di Gregory Clark (Akita International University) pubblicata l’8 dicembre sul Japan Times

– quella di Michelguglielmo Torri (università di Torino) in uscita sulla rivista svizzera Galatea, che vi incollo qui sotto *La battaglia di Mumbai, il Pakistan e lo spettro di /al-Qa‘ida/*

Buona lettura, attendo i vostri pareri

marco

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cari amici

in india non  c’è solo il terrorismo islamico; vi allego qui sotto una riflessione di Alessandra Consolaro sul “terrorismo hindu” e un link utile sull’argomento.

Fatemi sapere le vostre opinioni

Nel dibattito pubblico indiano recentemente si era scatenata una discussione sulla possibilità di parlare di ‘ terrorismo hindu’. Gli ultimi avvenimenti sembrano aver spostato di nuovo l’attenzione sul terrorismo islamista, ma forse non è inutile ripassare un po’ di storia. Secondo Aditya Mukherjee, Mridula Mukherjee e Sucheta Mahajan (uno storico e due storiche afferenti alla JNU di Delhi), gli autori di RSS, school texts and the murder of Mahatma Gandhi: The communal project (Sage, New Delhi 2008), l’uso del terrore come strumento di lotta è non solo giustificabile, ma anzi costituisce il fondamento dell’ideologia dell’RSS, di cui sono eredi molti esponenti del Bharatiya Janata Party (BJP) e delle numerose organizzazioni paramilitari che costituiscono il Vishva Hindu Parishad, ovvero proprio coloro che negano veementemente la possibilità stessa di concepire l’idea di unire le parole ‘hindu’ e ‘terrorista’. Non si tratta di una rivelazione, ma può essere un’utile lettura soprattutto per chi ama ancora la visione della lotta anticoloniale dell’India come il risultato del separatismo musulmano (cattivo) vs. il Congresso laico (buono) e attribuisce ogni responsabilità degli scontri comunitaristi al separatismo di cui sopra. Capire il passato è utile per leggere il presente, si diceva ai miei tempi…

Hindutva & terror 

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