Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for gennaio 2009

forse a qualcuno interesserà sapere che sul numero di gennaio di Himal Southasian (www.himalmag.com) c’è una lunga e interessante recensione di un libro di racconti di Arvind Adiga, “Between the Assassinations”. La raccolta deve il suo titolo al fatto che i racconti sono collocati temporalmente fra l’omicidio di Indira Gandhi e quello di suo figlio Rajiv. Ricordo che Adiga è il recente vincitore del Booker Prize con il romanzo The White Tiger (in italiano La Tigre Bianca, Einaudi) e la recensione mette a confronto i due volumi sottolineando la qualità dei racconti. Il recensore è il prof. Himansu S. Mohapatra, docente di letteratura inglese alla Utkal University di Bubhaneshwar.

Annunci

Read Full Post »

Dalla mailing list dell’associazione ItalIndia ricevo questo messaggio che vi giro: segnalo la nascita di Pakistaniaat , una nuova rivista accademica peer reviewed promossa dal Departimento di Inglese, Kent State University, USA che si propone come un forum riguardante la storia, la cultura, la letteratura e la politica del Pakistan, nella convinzione che questo paese meriti un’attenzione particolare anziché essere ridotto a una tessera del discorso sul terrorismo internazionale o sugli studi postcoloniali e/o dell’Asia meridionale. Al momento stanno raccogliendo articoli per il primo numero, previsto per giugno 2009

il sito è pakistaniaat.org

Read Full Post »

cover edizione inglese

cover edizione inglese

Chi ha letto La tigre Bianca di Arvind Adiga ? (in italia pubblicato da Einaudi)

In inghilterra ha vinto il Booker Prize. A me è sembrato un buon libro, con una voce originale, eppure un po’ monocorde, teso a dare dell’India un’immagine monodimensionale. Insomma..not a masterpiece. Non da Booker Prize! Volendo premiare un indiano, perché non scegliere allora Sacred Games di Vikram Chandra? Era molto più efficace e complesso! Mi piacerebbe scambiare opinioni con altri lettori….ciao.

Read Full Post »

katoUn pensiero a un grande uomo che non c’è più. Un mese fa circa è morto Kato Shuichi, ultimo grande studioso marxista della letteratura giapponese. Benché io non sia affatto comunista, trovo ammirevole il fatto che lui abbia scoperto tutta la “letteratura della bomba” (post Hiroshima) in Giappone, e abbia valorizzato tutta la letteratura anti-regime prima e durante la seconda guerra mondiale. Ha portato alla luce un intero filone letterario.
L’avevo conosciuto tanti anni fa a Venezia quand’era visiting professor, e mia moglie era stata ospite a casa sua, n Giappone: una casa strapiena di libri, abitata  da un ometto buffo, con i capelli bianchi scarmigliati, ma sempre vivacissimo e pieno di idee. Di lui ci resta la Letteratura Giapponese pubblicata da Marsilio in due volumi a cura di Adriana Boscaro (http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/libro/3177207-letteratura-giapponese). Era per molti aspetti un uomo d’altri tempi, legato a un’utopia comunista/pacifista che oggi sembra lontanissima, eppure il suo lavoro come storico della letteratura resta eccellente. Kato Sensei (Sensei vuol dire maestro) la tua passione per le verità nascoste (in letteratura e non solo), la tua ricerca di verità “non ufficiali” ci mancherà.

Read Full Post »