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Archive for marzo 2009

katrinakaifbarbiedollUn po’ di cibo piccante e spezie varie per voi,  bocche affamate di Bollywood. Le notizie gustose
dal pianeta del cinema indiano sono sempre moltissime, e oggi assaggiamo qua e là.
Andiamo con ordine (si fa per dire….):

1) Il nuovo volto di Barbie viene da Bollywood. La bambola più famosa del mondo avrà, da settembre, le fattezze dell’attrice ventiquattrenne Katrina Kaif, uno degli ormai molti esempi di successo fra i Non Resident Indians, visto che è cresciuta fra le Hawaii e Londra e prima di mettersi a recitare non sapeva la hindi (per biografia e filmografia: http://www.katrinakaifweb.com/). Katrina si è dichiarata onorata di essere “la prima indiana a dare il volto a Barbie”  e ha ribadito di tenere alla propria immagine acqua-e-sapone, lontana da certi cliché sexy di Bollywood (http://www.realbollywood.com/news/2009/03/katrina-kaif-barbie-doll.html). L’attrice ha sfilato alla Fashion Week di Delhi con l’abitino rosa (foto a destra) che Barbie-Katrina indosserà da settembre. Intanto, naturalmente, si prepara una pioggia di Barbie con sari e gioielli indiani tradizionali…

2) Le star in un video per le elezioni politiche. A due settimane dalle elezioni, il clima politico indiano si è fatto incandescente, mentre il panorama partitico è sempre più frammentato. Ai  due  schieramenti che ormai si affrontano da vari anni – da una parte il Congress di Sonia Gandhi, dall’altra il BJP degli integralisti hindu cui ora si è legato Varun Gandhi – si è aggiunta una variegata coalizione, il Third Front, che riunisce formazioni di sinistra (compresi i comunisti) e alcuni partiti regionali. E saranno proprio le geometrie variabili delle alleanze con i numerosi partiti regionali a decretare la vittoria dell’uno o dell’altro schieramento, perché né il Congress né il BJP sono ormai in grado di governare da soli il Paese.
karan_johar_300abhishek_bachchan_300In questa situazione anche Bollywood si mobilita, chiamando i giovani al voto e alla partecipazione con un video pieno di star (per le news e il video: http://ibnlive.in.com/news/karan-johar-says-action-urges-youth-to-vote/88883-37.html). L’iniziativa è del produttore e regista Karan Johar (foto: il primo da sinistra) autore fra l’altro del celeberrimo film Kuch Kuch Hota Hai. Johar, raccogliendo un suggerimento di Imran Khan, ha coinvolto star del calibro di Abhishek Bachchan (foto: il secondo da sinistra) per convincere i giovani dell’importanza di andare a votare. Nel novero delle star si trovano Pryianka Chopra, Shahid Kapoor e….sorpresa!, la nuova Barbie: Katrina Kaif. Sì, in India anche le bambole si occupano di politica…

3) Bollywood chiama Italia: Violante piace. violante-placido1 Finalmente un’attrice italiana scoperta da Bollywood. Sta raccogliendo buoni consensi di critica la prova di Violante Placido in Barah aana di Raja Menon (un trailer è su http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/Barah-Aana-con-la-Placido/5207536), commedia di sapore agro, ambientata nel slums di Mumbai, che è uscita nelle sale indiane il 20 marzo. Placido, che ha recitato al fianco di grandi attori come Naseeruddin Shah e Vijay Raaj, interpreta l’inglese Kate innamorata del cameriere di un ristorante che le fa conoscere la realtà del degrado di Mumbai, dove lui e altri due amici senza prospettive sono tentati dal crimine. Chissà se il film verrà distribuito in Italia?

4) Italia chiama Bollywood: arriva il musical in teatro.44554-a3nwtfaj8pr5xjeftk2b1
Arriva in Italia uno show che, partito dall’Australia, ha già raccolto centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo:  The Merchants of Bollywood, di Toby Gough, che da noi si chiamerà semplicemente Bollywood-The Show. Il musical (che sarà dal 28 aprile al 17 maggio al Teatro Olimpico di Roma, e dal 19 al 24 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano) racconta 80 anni di storia del cinema indiano attraverso i sogni di successo di una ragazza, e le vicende della famiglia Merchant (alcuni membri della quale partecipano allo spettacolo come coreografi). Al centro di tutto, naturalmente, fastose e divertenti danze di sapore…come potremmo definirlo?….ecco, bollywoodiano! Per saperne di più: http://www.merchantsofbollywood.com.au/
Infine, per scambiare notizie e altro sullo spettacolo e in genere su Bollywood, rimandiamo a un simpaticissimo forum italiano dedicato al mondo del cinema indiano: http://bollywooditalia.forumfree.org/.

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tibet_flagCinquant’anni di occupazione cinese del Tibet. Cinquant’anni di genocidio culturale di un popolo. E in questa ricorrenza, i fatti degli ultimi giorni sono sotto gli occhi di tutti (e finalmente riportati dai media): il monastero di Ragya in rivolta, la dura repressione cinese, il suicidio di un monaco, il Sudafrica che nega il visto al Dalai Lama per una conferenza sulla pace….tutto questo richiede una risposta, da parte di chi, come noi, ha a cuore il diritto dei tibetani all’autodeterminazione.

A fronte di ciò, la Cina ha la “faccia tosta” di dichiarare la data del 28 marzo 2009 “giorno della liberazione del Tibet dalla schiavitù”. Per questo, domani 28 marzo la Comunità tibetana in Italia e l’Associazione donne tibetane in Italia,  indicono una manifestazione nazionale nonviolenta a cui tutti sono invitati:
– a Roma, nel pomeriggio, di fronte all’Ambasciata cinese in via Bruxelles 56
– a Milano, nel pomeriggio, di fronte al Consolato cinese di via Benaco 4.

Maggiori informazioni su questa manifestazione e in generale sulla situazione del Tibet occupato si possono trovare sul sito dell’Associazione Italia-Tibet (http://www.italiatibet.org/) e su quello della Campagna di Solidarietà con il popolo tibetano (http://www.dossiertibet.it/).

Ma non finisce qui. Giulia Premilli, fondatrice di Tibet in Pace, lancia su Facebook una nuova iniziativa a favore del Tibet. MilleOrienti aderisce volentieri, perciò pubblichiamo qui sotto l’appello  di Giulia:

Gentili amici,
il gruppo Facebook “Tibet in Pace” da due settimane sta organizzando la giornata “Tutti in rosso per il Tibet”. Il 12 aprile, il giorno di Pasqua, ognuno di noi può sostenere il Tibet e il Dalai Lama con un minimo sforzo. Si richiede di vestirsi di rosso o anche solo di mettersi qualcosa di rosso addosso, in ricordo e a sostegno dei monaci tibetani. Il gruppo attualmente raccoglie 1200 persone, l’iniziativa ne conta 826. Perchè il giorno di Pasqua? Perchè è un giorno di festa e perchè è il giorno della “resurrezione” e noi sotto questa egida speriamo che avvenga al più presto la resurrezione dei diritti civili, non solo in Tibet, ma in tutte quelle terre dove questi sono negati.
In primis in Cina.
Questa iniziativa inoltre è stata motivo di unione da parte delle diverse realtà politiche italiane. Tra i sostenitori ci sono appartenenti di spicco di entrambi gli schieramenti politici. Questo ci fa molto piacere, vuol dire che sui temi fondamentali possiamo cambiare il mondo restando compatti. In questi giorni inoltre stiamo chiedendo ai sindaci, ai presidenti delle province, ai presidenti delle regioni, di esporre nel giorno di pasqua la bandiera tibetana fra quella italiana e quella europea. Speriamo in una buona  riuscita.
Quindi, chiediamo a voi sostegno: iscrivetevi al gruppo e partecipate a TUTTI IN ROSSO PER IL TIBET, sostenete la giornata per il Tibet e per i diritti civili.
Grazie
Giulia Premilli, fondatore di Tibet in Pace

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Due notizie per tutti quelli che hanno a cuore la libertà del popolo tibetano e il suo diritto all’autodeterminazione .

Tibet: un dvd, un dibattito e un libro1) Mercoledì 25 marzo alle ore 18, alla libreria White Star di Milano (Piazza Meda) verrà presentato il Dvd “Road to Freedom. In marcia verso il Tibet“, che racconta l’epica marcia condotta dal marzo all’agosto 2008 da cinque organizzazioni di esuli tibetani, dal territorio indiano fino al confine con il Tibet, in mezzo a mille difficoltà politiche e non solo. La videogiornalista tibetana Karma Chukey, che ha partecipato alla marcia, ha documentato le fasi più salienti di quello che è probabilmente il più importante avvenimento politico nella storia della diaspora tibetana. Il risultato è un video di grandissimo interesse per comprendere la condizione del Tibet a cinquant’anni dall’invasione cinese.
La presentazione del dvd e il successivo dibattito pubblico saranno condotti da Piero Verni (giornalista esperto di Tibet, nonché collaboratore del video), Renata Pisu (giornalista e sinologa) e dal sottoscritto.

la_mia_terra2) L’editore Sperling e Kupfer ha pubblicato una nuova edizione aggiornata e ampliata della celebre autobiografia del XIV Dalai Lama, “La mia terra, la mia gente“, che racconta tutta l’ avventura umana e politica di Kundun: da bambino predestinato – riconosciuto a due anni come reincarnazione del precedente Dalai Lama – fino all’invasione cinese del Tibet, l’esilio in India e oltre. Ma la novità del libro sta nella ricca appendice all’edizione italiana –  100 pagine – in cui Piero Verni traccia una storia recente dei tibetani in esilio, dei loro rapporti con l’Occidente e degli scontri con la Cina, dal 1959 fino al 2009.

– Ulteriori approfondimenti su queste tematiche si possono trovare sul blog di Piero Verni (http://www.freetibet.eu/), nel sito della Associazione Italia-Tibet (http://www.italiatibet.org/), in quello della Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (http://www.dossiertibet.it/) e, per quanto riguarda il video, anche sul sito della casa di produzione (http://breizhproductions.com/).

-Per parte mia, mi impegno a dare conto, qui su Milleorienti, della produzione culturale più significativa riguardo al Tibet, e delle maggiori campagne di solidarietà con il popolo tibetano. Amici del Tibet, scrivetemi, segnalatemi le vostre iniziative, Milleorienti è a vostra disposizione!

Marco

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Ciao a tutti, rieccomi dopo una pausa dovuta a un viaggio all’estero. Voglio segnalarvi due libri che valgono la pena.

musica– Il primo che voglio segnalare è un saggio uscito qualche tempo fa ma che è sfuggito ai media; vale la pena di citarlo, sia per il valore dell’opera sia per il campo di studi trattato, poco frequentato in italia: la musica e la danza indiane. Gli autori sono il musicologo Paolo Pacciolla (già autore di “Il pensare musicale indiano“, Besa 2006) e la coreografa e ballerina di danza Odissi, Anna Luisa Spagna. Insieme hanno scritto “La gioia e il potere. Musica e danza in India“, edito da Besa con una prefazione della celebre indianista Marilia Albanese. I temi trattati vanno dalla concezione della musica e dell’arte coreutica nell’India classica alle espressioni che hanno avuto nel teatro-danza fino alle forme  contemporanee della danza classica indiana. E’ un excursus molto interessante, a cui mi sento di fare solo un appunto: peccato non aver aggiunto un capitolo sul cinema indiano e sugli enormi debiti che esso ha nei confronti delle forme teatrali e musicali tradizionali. Magari sarà oggetto di uno studio futuro….

racconti1– Il secondo volume degno di attenzione è una antologia di vari autori indiani tradotta da Delfina Vezzoli: si intitola “Erbacce. Racconti indiani” ed è pubblicata da Gaffi nella collana Godot. Sono racconti (di argomento vario) scritti dalla metà del secolo scorso a oggi, e comprendono sia celebrati autori indiani di lingua inglese come Anita Desai (che io però non amo molto, preferisco sua figlia Kiran) sia – e questa è la nota di originalità – autori  di lingue indiane: hindi (come Mahadevi Verma)  kannada, punjabi e malayalam. Purtroppo non sono tradotti dall’originale, bensì da una traduzione inglese, ma è pur sempre prezioso poter leggere in italia produzione indiana non di lingua inglese.

Buona lettura a tutti

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imagesLa notizia: il Tribunale di Cremona ha assolto un indiano di religione sikh che era stato fermato al supermercato perché portava un kirpan, un piccolo coltello che è fra i tradizionali segni distintivi di appartenenza religiosa al Khalsa, la comunità “ortodossa” del mondo sikh. Il sikh non aveva il porto d’armi. Il magistrato ha giudicato che consentire al sikh di portare il kirpan permettesse all’indiano «di professare liberamente la propria fede».

Le reazioni politiche: La Lega Nord ha duramente contestato il magistrato del Tribunale di Cremona parlando di «sentenza choc». Il quotidiano della Lega, la Padania, ha intitolato un articolo in prima pagina «Che giustizia disarmante»; la vicepresidente leghista del Senato Rosy Mauro ha parlato di «due pesi e due misure» rispetto alla possibilità concessa ai cittadini di portare coltelli; il parlamentare leghista Alberto Torazzi ha annunciato un’interrogazione alla Camera su questo caso, definendo “politica” la sentenza del giudice.

Il mio commento:  il kirpan è un simbolo religioso, non un’arma. Portare il kirpan è un dovere sancito dal decimo Guru dei sikh, Govind Singh, nel 1699, e  ciò rientra nelle “regole delle 5 K”, cinque prescrizioni date dal decimo Guru ai seguaci della comunità Sikh Khalsa (l’ortodossia sikh, che raccoglie i “puri”, i ”battezzati“) per definirne l’aspetto marziale e il codice etico.
La più nota delle “5 K” è quella dei kesh, il divieto di tagliare barba e capelli, che i sikh del Khalsa tengono quindi raccolti sotto il turbante, il che conferisce loro il peculiare aspetto per cui sono noti. Molti di loro portano fra l’altro proprio sotto il turbante un piccolo kirpan. Che non viene certo usato come arma.
A mio avviso, la decisione del magistrato di Cremona è dunque ineccepibile.

I sikh in Italia: la provincia di Cremona è, da una decina d’anni, uno degli epicentri dell’immigrazione sikh in I sikh. Storia e migrazione. Franco Angeli editoreItalia. I sikh vengono impiegati in lavori agricoli e zootecnici, con buona soddisfazione della popolazione italiana e un tasso soddisfacente di integrazione sociale ed economica. Un’analisi sull’immigrazione sikh nel cremonese e in altre zone d’Italia si può trovare nel volume di autori vari a cura di D. Denti, M. Ferrari e F. Perocco I SIKH. STORIA E IMMIGRAZIONE, pubblicato dall’editore Franco Angeli nel 2005 e in seguito divenuto testo d’esame per l’esame di Sociologia delle Migrazioni all’Università di Venezia. Il volume contiene, fra gli altri, un mio saggio  sulla definizione dell’identità sikh e le diverse “anime” del sikhismo in India.

Proposta per il futuro: per evitare il ripetersi di incomprensioni culturali come quella avvenuta in seguito alla sentenza di Cremona, basterebbe guardare all’estero, cioè a quei Paesi europei che nel recente passato hanno già affrontato  simili questioni. In particolare in Gran Bretagna, dove la comunità sikh è numerosa (e presente anche nei corpi di Polizia),  questioni come la libera circolazione con il kirpan, o quella dell’uso del turbante al posto del casco per motociclisti, sono state da tempo risolte. Un’occhiata a chi ha già risolto questi problemi non sarebbe inutile.

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takita-yojiro_2 Una notizia per chi ama il buon cinema, giapponese ma non solo: “Departures” di Takita    Yojiro, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero 2009, sarà visibile in anteprima   italiana al Far East Film Festival (www.fareastfilm.com) che si terrà a Udine dal 24 aprile al 2 maggio.

Sappiamo bene che il provincialismo italico rende molto faticosa la distribuzione dei film asiatici nel nostro Paese, perciò l’opera dei festival come quello di Udine, che presentò Takita Yojiro già nel 2000 con il suo film “Secret”, è da considerarsi fondamentale.

Il nuovo film di Takita raconta la storia di un musicista senza talento che abbandona Tokyo per reinventarsi una vita, e scopre che per farlo deve guardare in faccia la morte: diventerà un preparatore di cadaveri in una ditta di pompe funebri, trasformando il suo lavoro in rito pieno di grazia, che rimanda all’antico culto giapponese dei defunti.    Buona visione a tutti.

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