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Archive for maggio 2009

Un piccolo monsone di indo-eventi si prepara a far piovere spettacoli sul nostro buffo Paese a forma di stivale.

Cominciamo con il cinema: a Roma c’è grande attesa per la rassegna jodhaa-akbarRaimbow of Indian Films che si tiene al cinema Trevi dall’8 al 10 maggio a cura della Cineteca Nazionale. L’attesa è motivata dalla qualità dei  film presentati, fra cui due hit: il superpremiato kolossal storico Jodhaa Akbar (qui il sito ufficiale con i video) schiera la Bollywood-superstar Hrithik Roshan nel ruolo dell’imperatore Moghul Akbar e la fascinosa Aishwarya Rai al suo fianco,  sostenuti dalla colonna sonora di A.R. Rahman, recente premio Oscar per le musiche di Slumdog Millionaire. E poi c’è l’esordio alla regia di una delle star più amate di Bollywood, Aamir Khan, con Taare Zameen ParStelle sulla terra, che racconta le difficoltà di un bambino dislessico di otto anni. Programmi, recensioni e altro sulla rassegna si possono vedere su Cinema Hindi .

apsarasSi prosegue con il teatro-danza. Il Centro per le Arti sceniche indiane Apsaras (che deve il suo nome alle seducenti ninfe celesti della mitologia hindu) organizza a Milano due stage di danza: uno di teatro-danza classico, in stile Bharata Natyam, dall’ 11 al 17 maggio, e uno di Bollywood dance per principianti il 30 e 31 maggio. Il 7 giugno invece ci sarà a Melegnano, in piazza Vittoria, uno spettacolo di musica e danza indiana aperto a tutti.

festival-dellindia

E per finire, un festival. Dal 29 al 31 maggio si terrà al Palasesto di Sesto San Giovanni (Milano) la quinta edizione del Festival dell’India, dedicato quest’anno in particolare a Sri Lanka e Mauritius (dove vive una forte minoranza hindu). Il festival  ospiterà –  oltre a vari workshop e conferenze aperti al pubblico – il Settimo congresso internazionale di yoga e ayurveda, e il primo simposio “Raggi di un’unica luce”.
Tutte le info sul festival sono sui siti del Centro Yoga Surya e del Centro Suryanagara.

P.S. nei teatri di  Roma e a Milano continua il successo del musical Bollywood Show…ma di questo MilleOrienti si è già occupato! Vedi il post Bollywood Masala…

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La bandiera nepaleseUna crisi a spirale per il Nepal. Il premier nepalese (ed ex capo della guerriglia maoista) prachandanoto con il nome di battaglia di Prachanda si è dimesso. Le sue dimissioni aprono una crisi politica il cui esito è difficile prevedere, ma che potrebbe anche portare  a una nuova insorgenza armata da parte di quei settori maoisti che non hanno ancora del tutto rinunciato all’idea di una rivoluzione armata, nonostante la “via legalitaria” sostenuta da Prachanda dopo la firma degli accordi di pace, seguiti dalle  elezioni democratiche del 2008.

nepal-art2Questo Paese – magnifico, e di raffinate tradizioni culturali – dopo la fine della guerra civile ha nepal-povertydovuto confrontarsi con una crisi economica gravissima, che sta bloccando ogni prospettiva di sviluppo. Secondo il Global Hunger Index – un indice elaborato da vari Istituti di ricerca sotto l’egida dell’International Food Policy Research Institute (http://www.ifpri.org/) –  il Nepal è uno dei Paesi meno sviluppati del mondo e ha oltre metà della popolazione sotto la linea della povertà. Il Paese avrebbe quanto mai bisogno di investimenti dall’estero per risolvere il dramma della povertà sulle montagne e nelle bidonville che ormai assediano le inquinatissime periferie delle tre città della valle di Kathmandu: Kathmandu stessa, Badgaon e Patan. Ma ora le dimissioni di Prachanda mettono a rischio la pace faticosamente raggiunta e anche le prospettive di sviluppo economico e sociale.

Dal sito di  Asia News (http://www.asianews.it) agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere specializzata sull’Asia, riprendiamo la notizia sulle circostanze che hanno portato alle dimissioni del premier nepalese.

Il premier Prachanda si dimette
di Kalpit Parajuli (Asia News)

Kathmandu – Il premier Prachanda ha annunciato le dimissioni. È questa la risposta alla decisione del presidente Ram Baran Yadav che ha revocato il siluramento del generale Rookmangud Katawal, capo del Nepal Army, decisa unilateralmente dal primo ministro maoista. Nell’arco di due giorni il Paese si ritrova a fare i conti con una grave crisi istituzionale che vede contrapposte le due maggior cariche del Paese. Prachanda ha affermato che la decisione del presidente è “incostituzionale” e spiegato di aver scelto le dimissioni per salvaguardare “la giovane democrazia del Paese ed il processo di pace”. Il premier si è inoltre rivolto “al popolo, alla società civile e ai poteri politici” invitando tutti “a dimostrare responsabilità nell’impegno per costruire una democrazia stabile in Nepal”.

Il casus belli che ha portato alle dimissioni del premier è legato alla posizione del generale Katawal che si oppone al progetto di inserimento degli ex-ribelli maoisti tra le file dell’esercito regolare. Per dieci anni i guerriglieri hanno combattuto contro il Nepal Army. La guerra civile, che ha martoriato il Paese dal 1996 al 2006, ha portato alla caduta della monarchia e alle prime elezioni democratiche nell’aprile 2008. Da allora la sorte dei quasi 20mila guerriglieri grava come una incognita sul futuro del Paese che sta cercando anche di darsi una nuova costituzione. Il rischio è che la fine del governo guidato dal maoista Prachanda possa portare di nuovo i ribelli sul piede di guerra.
Nelle ore in cui il premier presentava le dimissioni il segretario generale della Onu, Ban Ki-moon, ha espresso “seria preoccupazione per la crisi politica in corso nel Nepal” e invitato “tutte le parti coinvolte a risolverla attraverso il dialogo ed il consenso, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla costituzione”.

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Fino a poco tempo fa erano invisibili. Ma ora le decine di migliaia di immigrati sikh in Italia – impiegati solitamente in lavori agricoli nelle campagne della Lombardia, del Veneto, dell’Emilia e del Lazio – cominciaParticolare del Tempio sikh di Novellara (Reggio Emilia)no a manifestare la loro presenza nella nostra società. E anche nel web italiano.
Così, il più importante Gurdwara (Tempio, letteralmente “porta del Guru”) sul territorio italiano, quello di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, si è di recente dotato di un sito web. Che è il primo vero sito sikh in lingua italiana: http://www.sikhismo.com/. Il tempio sikh di Novellara è il secondo per dimensioni in Europa (a destra, il “trono” dove viene letto il libro sacro sikh, il Guru Granth Sahib) superato solo dallo “storico” Gurdwara centrale di Londra,  e venne inaugurato nel 2000 da Romano Prodi, allora presidente della UE.  Ora,  il nuovo sito del tempio costituisce un primo tentativo per comunicare più stabilmente con la realtà italiana, spiegando al lettore italiano i fondamenti del sikhismo, le sue tradizioni e costumi, e dando conto degli eventi organizzati dai sikh nel nostro Paese.

Uno di questi sikh mantovanieventi è la festa religiosa dei sikh a Mantova (il 3 maggio a partire dalle ore 11 del mattino), a cui è invitata la cittadinanza.  La celebrazione mantovana è organizzata dall’Associazione Religiosa Gurdwara Singh Sabha di Rodigo (Mantova), e tutti i particolari si trovano sul sito del tempio di Novellara. (Accanto, alcuni sikh mantovani).

Ma non è tutto. Perché ora arrivano anche, su alcune riviste italiane, servizi di moda che hanno Sonny Caberwalper protagonista un modello sikh. La sua storia è raccontata da “Stranieri in Italia” (http://www.stranieriinitalia.it/), portale dell’omonima casa editrice che offre servizi e prodotti editoriali agli stranieri in Italia, e che pubblica fra l’altro il  Punjab Express, un mensile d’informazione in lingua punjabi rivolto ai circa centomila indiani d’ Italia.
Sonny Caberwal (foto a fianco), laureato in legge a Washington, era consulente aziendale a San Francisco quando venne “scoperto” da uno stilista americano  che cercava un modello con il turbante, e decise di avventurarsi nel mondo del fashion cogliendo un successo che lo ha portato fino alle riviste patinate del nostro Paese. In proposito, il direttore del Punjab Express, Harbinder Singh, ha commentato: «E’ la prima volta che una cosa simile accade a livello internazionale, motiverà i giovani sikh a portare il turbante come i loro padri e nonni, e promuoverà l’identità di tutti i sikh». Le vie dell’integrazione sociale sembrano infinite…Tutto bene dunque? Niente affatto.
I problemi dell’integrazione sikh nel nostro Paese sono molti, e MilleOrienti se ne è occupato nel  post https://milleorienti.wordpress.com/2009/03/05/i-sikh-in-italia-integrazione-problemi-soluzioni/. Sono temi su cui torneremo sicuramente, e su cui invitiamo i lettori ad esprimere la loro opinione.

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