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Archive for ottobre 2009

…..ci ritroviamo qui a metà novembre! Bye!  bananadanza

Marco $H

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Quello che osservate nel video qui sopra è un esperimento di laboratorio di Touchable Holography. Si tratta di un’idea semplice e rivoluzionaria che avrà applicazioni in moltissimi campi diversi. In cosa consiste? Rendere gli ologrammi percepibili al tatto. Su questa nuova tecnologia ideata all’Università di Tokyo ho scritto un articolo che è stato pubblicato dal settimanale L’Espresso con il titolo “Baciami, ologramma”. Potete leggerlo in edicola fino al 29 ottobre, oppure qui sotto.

“Immaginate di avere un mini-elefantino, alto pochi centimetri,  che vi trotterella sul palmo della mano. Il vostro inedito pet è un ologramma, cioè un’immagine tridimensionale fatta solo di luce, eppure voi riuscite non solo a vederla ma anche a sentirla: percepite chiaramente le zampette dell’elefantino sulla vostra pelle.  Ora mantenete la mano aperta e guardate ancora: c’è un grossa goccia d’acqua che sta cadendo sul vostro palmo. Anche questa è un ologramma, eppure quando la goccia elettronica vi cade in mano si divide in tante minuscole goccioline come se fosse vera, e voi le percepite con chiarezza.

I soliti effetti speciali? No, molto di più: sono due test di laboratorio di Touchable Holography, la nuova frontiera della realtà virtuale appena sviluppata da un team di scienziati dell’Università di Tokyo in collaborazione con una società californiana, la Provision Interactive Technologies. E’ stata presentata al Siggraph, la fiera delle tecnologie che si è tenuta in agosto a New Orleans, e in futuro cambierà la nostra percezione della realtà.Shinoda Hiroyuki

I cari vecchi ologrammi e le immagini in 3D, che troviamo sulle carte di credito, sui CD e sui DVD, sono destinati a finire nel baule dei ricordi. «Perché fino ad oggi potevamo soltanto vederli: se tu provassi a toccare un normale ologramma la tua mano lo attraverserebbe senza darti nessuna sensazione. Ora invece possiamo dare un’impressione di solidità, e questo apre grandi sviluppi», dichiara con un certo orgoglio il professor Shinoda Hiroyuki (foto a destra), membro del team dell’Università di Tokyo.
Quali sviluppi? Avere oggetti di ogni tipo – libri virtuali da sfogliare, strumenti musicali, tastiere di computer – creabili e cancellabili a nostro piacimento. Videogiochi in “full immersion”. Ed esperienze sessuali ora nemmeno immaginabili. (altro…)

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台上一分鐘, 台下十年功” cioè: “Per 1 minuto di palcoscenico, 10 anni di Olivia Kwongpreparazione”.

E’ il motto dei maestri di danza cinese, una disciplina sempre più in voga a Milano, accanto alle danze arabe e a quelle indiane (classiche e moderne). Al centro Metiss’Art Danza di Milano si tengono lezioni tutti i mercoledì dalle 17 alle 18, per avviarsi a praticare uno dei quattro stili: Tradizionale, Tecnica Skill (acrobatica), Shen Yun (con le tipiche vesti dalle maniche lunghissime e le spade) e Folk (ovvero ispirata alle tradizioni coreutiche delle 56 etnie della Cina). L’insegnante è Olivia Kwong, laureata alla Hong Kong Academy of Performing Arts. Buona danza a tutti/e….

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Urso_adn--400x300Molto rumore per nulla? Sembrerebbe questo l’esito della polemica politico-religiosa scatenata giorni fa dalla proposta di insegnare anche Islam – a chi ne faccia richiesta – durante l’ora di religione a scuola. Alla proposta avanzata dal viceministro Adolfo Urso (foto), finiano del PDL, si è contrapporto un muro di no (con qualche raro sì) da parte dell’establishment politico  e mediatico, ma il tema è troppo interessante per lasciarlo cadere. Anche perché ha rivelato l’esistenza di idee divergenti pure all’interno della Chiesa cattolica. Vale la pena quindi di riesaminare in breve le diverse posizioni, e magari, di avanzare una nostra modesta proposta…

L’idea di Urso (ripresa senza commenti dal portale Stranieri in Italia) è in sostanza questa: istituire un’ora alternativa a quella di religione cattolica durante la quale docenti italiani oppure imam registrati su un albo pubblico insegnino religione a quelle classi che ne facciano richiesta. Lo scopo: evitare di lasciare i piccoli musulmani «nel ghetto delle madrase e delle scuole islamiche integraliste».

(A margine, vale la pena ricordare che una ricerca su «L’islam a scuola» è stato condotta dalla Fondazione ISMU-Iniziative e Studi sulla Multietnicità, che ha raccolto anche una banca dati sulla presenza degli alunni stranieri nella scuola italiana).

Immediata la reazione degli esponenti della Lega Nord: il viceministro Roberto Castelli considera l’idea «una provocazione», il ministro dell’Interno Roberto Maroni boccia l’idea definendola «il modo più sbagliato per cercare di migliorare l’integrazione sociale»  e il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia reclama «l’ora di religione cattolica obbligatoria per i musulmani, per far capire loro perché noi siamo così».

cardinal_martinoA queste posizioni si contrappongono quelle dell’esponente PD Massimo D’Alema, che condivide la proposta Urso, e del Presidente del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, Cardinale Renato Raffaele Martino (foto) secondo il quale «se gli immigrati scelgono di conservare la loro religione hanno diritto di istruirsi nella loro religione». Posizione non condivisa da un altro cardinale, Ersilio Tonini, per il quale «l’idea è impraticabile» anche perché «l’Islam ha valori che con la nostra civiltà non hanno nulla a che vedere».

imagesMa il senatore Carlo Giovanardi (foto) sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ribadisce quattro no «decisi e definitivi», perché l’ora di islam a scuola separerebbe i figli dei musulmani dagli altri ragazzi (NDR cioè Nota del Restelli: e quella fra laici e cattolici allora, non è una separazione? Eppure esiste…), ancora no per la difficoltà di scegliere quale islam far entrare a scuola (sciita o sunnita?), no a un’ora di Storia delle Religioni perché «il 90% delle famiglie italiane professa la religione cattolica» (NDR: non ci risulta, la percentuale dei cattolici praticanti in Italia non supera il 50%) e infine no «perché i musulmani sì e i buddhisti no? Si dovrebbe dare diritto di accesso alla scuola pubblica a insegnanti di tutte le religioni. Una scelta controproducente per il processo di integrazione».

E qui Giovanardi tocca involontariamente il punto focale della questione: perché i cristiani o i musulmani sì e i buddhisti, gli ebrei, i seguaci di altre religioni no? Perché non garantire a tutti i figli di cittadini italiani l’accesso a una istruzione religiosa controllata dallo Stato attraverso appositi programmi in un’ora di Storia delle Religioni? Sarebbe una scelta utilissima a un processo di comprensione reciproca e integrazione!
E’ questo che secondo me dovrebbe fare uno Stato laico moderno, cari lettori di MilleOrienti, e su questi temi vorrei sapere la vostra opinione.

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La20Karuna: una parola che nel buddhismo significa “compassione” per tutti gli esseri viventi. E’ la karuna ad ispirare un bell’evento  che si terrà dal 13 al 21 ottobre al Centro Botanico di Milano (via Cesare Correnti n° 10, orario 10-19,45,  ingresso libero). Si intitola Un mandala di sabbia per il Ladakh ed è organizzato dall’Associazione Ascolta e Vivi Onlus per uno scopo benefico: aiutare i bambini sordi del Ladakh, una regione settentrionale dell’India in grande maggioranza buddhista.

Monaci buddhisti del Monastero di Gaden Jangtse daranno vita alla cerimonia costruendo il Mandala del Buddha della Compassione. Una rappresentazione che verrà realizzata con sabbie colorate e poi distrutta al termine della cerimonia. Questo evento sarà accompagnato da un’esposizione di tangka (dipinti su tessuto, sete o carta, tipici della tradizione tibeto-himalayana),  da una mostra fotografica curata dall’associazione Ascolta e Vivi e dall’intervento di alcuni esperti di cultura buddhista.

(Per info sul programma dettagliato dell’evento: Mariagrazia Toniut  mgtoniut@tiscali.it,  cell.335.5466779).

Il Mandala è una complessa struttura geometrica che rappresenta simbolicamente l’ambiente e gli esseri che lo abitano; secondo la tradizione tibetana la costruzione del Mandala diffonde energia di benessere e salute nell’ambiente circostante. Durante la cerimonia di creazione del Mandala, i monaci ne disegnano i contorni su un piano di legno e poi, con un lavoro di estrema concentrazione, lo ricoprono in ogni sua parte con sabbia finissima colorata, delineandone i minimi particolari. I colori usati, bianco, giallo, rosso, verde e blu rappresentano rispettivamente acqua, terra, fuoco, aria e spazio.
Al termine della costruzione il Mandala viene tradizionalmente dissolto e le sabbie versate in un fiume, a simboleggiare la natura impermanente di tutte le cose e il distacco da esse (concetti centrali nel buddhismo).

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30_finaliste_Beh, adesso basta. Di belle intenzioni sulla pace nel mondo sono pieni anche i concorsi di Miss Italia. (La classica domanda “di cultura” alle aspiranti miss: «E lei cosa vorrebbe?» Risposta: «lapacenelmondo»). Che il presidente degli Stati Uniti d’America ogni tanto parli  come un’aspirante velina di Miss Italia, passi. Ma che vinca anche il premio Nobel per la pace senza avere ancora realizzato nulla, proprio no.

Ma ciò che risulta insopportabile sono il buonismo, la prudenza buonsensaia e l’ipocrisia dell’Occidente verso il Dalai Lama. E’ ciò che possiamo chiamare la politica delle pacche sulle spalle. In nome della pace, tutti i leader politici occidentali hanno accolto il Dalai Lama dandogli grandi pacche sulle spalle e assicurandogli la propria verbosa solidarietà. Ma nei vent’anni (vent’anni!) passati dal conferimento del Nobel per la pace al Dalai Lama, nessun Paese occidentale ha fatto passi concreti per pressare la Cina sulla questione dei diritti umani e su quella del dramma tibetano. E la ragione ovviaobamab è che nessuno vuol compromettere i propri business nel ricco mercato cinese.

L’ultimo esempio di questa “politica delle pacche sulle spalle” è proprio Obama, che da una parte definisce il Dalai Lama “un modello” di saggezza politica e dall’altra si rifiuta di riceverlo prima di andare in Cina da Hu Jintao; lo vedrà al ritorno da Beijing, invece, quando potrà chiacchierare amabilmente con lui senza prendere impegni politici concreti. Una contraddizione che è stata rilevata, prima che dai  mass media, da molti blogger, come l’ottima Orientalia4all. Eppure prosegue inarrestabile nei mass media la beatificazione di Sant’Obama (che non è stato eletto per starci simpatico bensì per fare politica concreta).
E quel che più conta, questa beatificazione copre la storica ipocrisia dell’Occidente sul Tibet e sui diritti umani in Cina.

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