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Archive for 19 gennaio 2010

Per capire la Cina di oggi: due semplici notizie. Nude e crude. Che si commentano da sole.

1) Il 17 gennaio le autorità di Pechino hanno ordinato ai distributori cinematografici di ritirare dal tutte le sale non-3D – cioè dall’85% delle sale in Cina-  il film “Avatar” (sotto, un’immagine). Motivi commerciali? No: perché il film stava riscuotendo un enorme successo dal giorno di uscita (4 gennaio). E perché solo dalle sale in 2D? Perché le sale in 3D – poche e più costose – sono quelle presenti nelle metropoli, dove si trova il pubblico più esigente e meno manovrabile. La notizia è arrivata in Occidente grazie al quotidiano di Hong Kong Apple Daily. Pechino non ha spiegato le ragioni alla base dell’inatteso ritiro di un film in pieno boom. Secondo l’Agenzia ADN Kronos «…molti spettatori hanno visto nella battaglia degli abitanti di Pandora per proteggere la loro terra e cultura quella dei tanti cinesi che si sono opposti alle autorità per proteggere le loro case che dovevano essere abbattute per progetti edilizi del governo». Ma vi sarebbe anche un’altra motivazione di politica culturale: venerdì 22 gennaio uscirà nelle sale un kolossal sulla vita di Confucio, sponsorizzato dal governo cinese (che da anni propaganda la propria visione nazionalista attraverso film tesi a glorificare il passato della Cina); le autorità di Pechino ritirando Avatar hanno inteso riportare l’attenzione del pubblico di massa sul film cinese in uscita. E lanciare un nuovo avvertimento/schiaffo all’Occidente, tenuto fuori dalla porta anche in campo cinematografico e culturale: ricordiamo che in tutta la Cina vengono distribuiti, in un anno, non più di una ventina di film occidentali…
Per approfondimenti sul film Avatar (e il concetto di “avatar” nell’induismo) potete vedere questo post.

2) Com’è noto, il motore di ricerca Google si sta ritirando dalla Cina. Il 12 gennaio 2010 Google ha infatti comunicato ufficialmente che: A) non intende più sottoscrivere – per poter operare sul mercato cinese – una politica di censura verso i siti e i portali sgraditi al governo di Pechino; B) ha subìto, nel dicembre 2009, incursioni da parte di hacker cinesi, che hanno violato mail di clienti Google, in modo sospetto…cioè com modalità che fanno pensare a una mancanza di controllo da parte della polizia informatica cinese.
Per queste ragioni Google probabilmente si ritirerà dalla Cina. Da questo ritiro chi trarrà vantaggio? Forse un altro player internazionale? Macché: ovviamente un motore di ricerca cinese, Baidu, totalmente sconosciuto nel mondo ma in posizione dominante nel mercato cinese (di cui controlla il 58,4%). Baidu ha un asso nella manica: oscura senza obiezioni tutti i siti sgraditi al governo cinese. E ora potrà gestire il mercato cinese dell’on line. Alla faccia del libero mercato.
Per approfondimenti sul web e la libertà di espressione in Cina potete vedere questo post.

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