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Archive for the ‘BANGLADESH’ Category

La prima rassegna mai organizzata di videoarte del Bangladesh. Una novità assoluta per l’Italia e non solo, che si potrà vedere a Roma, dal 10 al 17 maggio  2010 presso il Centro Internazionale d’Arte Contemporanea Sala 1 (Scala Santa/Padri Passionisti, Piazza di Porta S. Giovanni 10,  tel 06-7008691).  La rassegna Videozoom Bangladesh, realizzata con il contributo e il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica del Bangladesh a Roma, è curata dall’artista Tayeba Lipi, co-fondatrice della Britto Arts Trust di Dhaka, fondazione creata nel 2002 e impegnata nell’ambito dell’arte contemporanea, nell’organizzazione di workshops e della Biennale di Arte Asiatica di Dhaka. All’inaugurazione (lunedì, ore 18) interverrà l’artista Mahbubur Rahman, fondatore della Britto Arts Trust, che presenterà i lavori di Videozoom Bangladesh realizzati dagli artisti Promotesh Das Pulak, Tayeba Begum Lipi, Mahbubur Rahman, Molla Sagar, Reaz Hossain e Imran Hossain Piplu.

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Ognuno è straniero per gli altri. E ovunque si voltino gli occhi, oggi, si vedono atti di violenza verso gli “stranieri”: in India, ma anche in altre parti del mondo asiatico e africano, “stranieri” vengono considerati spesso i cristiani, perseguitati in quanto tali, tanto che si comincia a parlare di “cristianofobia”. Su questo tema segnaliamo un libro pubblicato dal PIME a cura delle redazioni di Asia News e Mondo e Missione: Cristiani in India. Perseguitati per la giustizia.
E in Italia? Anche da noi le aggressioni agli stranieri, spesso senza alcun apparente motivo, si moltiplicano. Ultima in ordine di tempo quella del quartiere della Magliana a Roma, dove il recente raid contro un fast-food gestito da bengalesi è stato solo l’ultimo atto di una lunga serie di violenze da parte di italiani razzisti:  «in due anni almeno cinquanta aggressioni ai danni dei bengalesi», ha denunciato Siddique Nure Alam, più noto con il soprannome di “Batchu”, leader della comunità degli immigrati del Bangla Desh a Roma. Una comunità che oggi conta circa 27mila persone (perlopiù musulmane) e che nonostante gli episodi di violenza si è integrata quasi sempre con successo nel tessuto sociale di Roma.
Batchu  è il portavoce della Comunità di Migranti  Dhuumcatu, e dopo i recenti avvenimenti romani sarà interessante ascoltarlo riguardo ai temi dell’immigrazione e del rispetto delle identità altrui, tanto più in un dibattito in cui “gli altri”, “gli stranieri” questa volta sono i cristiani in Asia. L’incontro si intitola infatti «Dall’India all’Italia: il rispetto delle comunità religiose. La persecuzione dei cristiani in India nel suo contesto globale», e si tiene a Roma domani 17 marzo alle ore 18, presso la Chiesa Metodista (via Firenze 38). Oltre a Batchu intervengono R. L. Mangiavillano, educatore, e Sibi Mani Kumaramangalam, membro della Consulta cittadina delle comunità straniere. Coordinano l’incontro il pastore metodista Eric Noffke e Piero Pagliani, autore del volume Naxalbari, India: la rivolta nella futura terza potenza mondiale.

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Oggi voglio raccontarvi una giornata italiana normale, ma da un punto di vista particolare: quello della globalizzazione. Dunque, cos’è successo in Italia ieri, 21/02/2010, in questo campo? Ecco quattro “notizie minori”, solo in apparenza scollegate fra loro, che ci aiutano a capire progressi, problemi e contraddizioni della globalizzazione italiana. Vi presento  le notizie “nude e crude”; il mio commento, se volete leggerlo, è in fondo a questo post.

– Prima notizia: ieri ad Ancona gli immigrati del Bangladesh in Italia hanno festeggiato la Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata dall’Unesco il 21 febbraio 2000 per «promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo». Il significato di questa giornata viene spiegato sul sito del BCII-Istituto Italiano di Cultura Bengalese, un’associazione che riunisce italiani e bangladeshi.

Seconda notizia: ieri a Ferrara è stato trovato agonizzante Said Belamel, marocchino, 25 anni, clandestino, nessun precedente penale. Aveva passato tutta la notte chiedendo aiuto, ma nessuna delle auto che gli sfrecciava vicino si è fermata. La sua agonia è stata ripresa da una telecamera piazzata nelle vicinanze. L’uomo è poi morto in ospedale.

Terza notizia: ieri su Radio Rai 1 alle 18,30 è stata trasmessa una lunga intervista all’attore italiano Vincenzo Bocciarelli, protagonista in India di un film di Bollywood, In love with Kerala, in cui interpreta il ruolo di un pittore italiano in India (a destra, una scena del film). Il caso non è destinato a rimanere isolato: nel programma si è parlato anche di future coproduzioni (già firmate) tra Cinecittà e Bollywood.

– Quarta notizia: ieri sul Corriere della Sera l’illustre politologo Giovanni Sartori si è scagliato, in un editoriale in prima pagina, contro il multiculturalismo e l’immigrazione, con frasi come questa: «nei quartieri conquistati dagli allogeni c’è di tutto, ivi inclusi molti africani e tutti— alla prima rissa— l’un contro l’altro armati». Il professore conclude invitando «i laudatori di un glorioso futuro multietnico e multiculturale» a trasferirsi in via Padova, a Milano, dove di recente è stato ucciso un egiziano e dell’omcidio sono stati accusati due cittadini di santo Domingo. Se volete leggerlo, l’articolo di Sartori è qui.

Il mio commento. Il processo di integrazione – a livello mondiale – di popoli, culture e merci, non può essere combattuto, può essere solo gestito. Sta a noi gestirlo nel modo migliore, cioè con regole chiare e civili e nel rispetto dell’identità di tutti (compresa quella delle persone che Sartori definisce “gli allogeni”). Il multiculturalismo può essere visto come un problema oppure come un’opportunità: sta alla nostra intelligenza coglierne le opportunità di arricchimento culturale ed economico. Quanto a Sartori, fa malinconia constatare il suo declino intellettuale. L’articolo del professore apparso ieri sul Corriere è il quarto in due mesi, una vera e  propria campagna che sta conducendo contro una civile integrazione degli immigrati in Italia. Nei suoi articoli Sartori è incorso anche in grossi strafalcioni culturali, che sono stati denunciati da MilleOrienti prima in questo post, poi in quest’altro post, per concludere poi con questo sberleffo, in cui si faceva il riassunto della vera e propria rivolta scatenata su tanti blog dalle sue parole. Non stupisce che anche nel suo ultimo articolo Sartori compia un errore, citando a sproposito l’omicidio di via Padova – omicidio che le autorità di Pubblica Sicurezza hanno già chiarito essere stato “casuale” e non frutto di una guerra per bande.

Una cosiderazione a parte: il fatto che il Corriere (sepolto da una valanga di mail di protesta e di critiche in Rete) in questi mesi abbia risposto, attraverso Sartori, senza mai citare le fonti delle critiche, è stato uno specchio del ritardo culturale di un medium tradizionale, il Corriere appunto, che non sa ancora fare correttamente i conti con i nuovi media (blog etc.). Un problema che riguarda tutti i media tradizionali in Italia, non certo solo il Corriere.

Infine, a Sartori e a chi la pensa come lui voglio dedicare una video-inchiesta sui cittadini italiani con la pelle più scura degli altri: si intitola «Non solo Balotelli» (con riferimento a Mario Balotelli, giocatore dell’Inter) e l’ha realizzata la brava Silvia Resta per la Tv La7. Per vederla cliccate qui.


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