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Archive for the ‘BOLLYWOOD & Co.’ Category

Pennabilli? E dov’è Pennabilli? Sul sito di questa deliziosa cittadina marchigiana danno queste coordinate: “PianetaTerra, Italia, Marche, Pesaro e Urbino, Montefeltro”. E aggiungono una frase del poeta Tonino Guerra: «E’ bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso». E’ qui dunque – non a caso – che un gruppo di “cercatori del sè” ha deciso di realizzare dal 14 al 16 luglio 2010 un piccolo ma originale Festival dell’India ricco di racconti di viaggio, proiezioni di foto, presentazioni di libri, film di Bollywood, meditazioni collettive, danze kathak, concerti e altro….Un programma cui parteciperò anch’io, con una presentazione fotografica dello splendido pellegrinaggio giainista alla collina sacra di Shatrunjaya (nei pressi della città di Palitana nello stato settentrionale del Gujarat) e con la presentazione di un paio di film indiani, veri “classici moderni”: Lagaan – C’era una volta in India e Monsoon Wedding- Matrimonio indiano. Se volete vedere il programma completo leggete qui sotto.
MilleOrienti vi saluta per qualche giorno
e tornerà attivo dopo il Festival, cioè  il 17 luglio. Nel frattempo, cercate di godervi queste giornate estive….io vi ricordo le parole di un vecchio saggio di nome Osho: «Enjoy, people, because your Body is the Temple».

(altro…)

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Hitler a Bollywood. Atto Primo: l’ideona. Poco meno di un mese fa il regista indiano Rakesh Ranjan Kumar dichiara di voler girare un film sull’ultimo periodo della vita di un imbecille che voleva fondare un impero universale della razza ariana. Un tristo tipo di nome Adolf Hitler (foto).
A questo ributtante invasato sono già state dedicate varie riflessioni cinematografiche anche in Europa ma Mr. Kumar ha un’idea diversa, originale: il primo film indiano dedicato al capo del nazismo si chiamerà «Caro amico Hitler» (Dear Friend Hitler) e racconterà «il suo lato umano, la storia d’amore con Eva Braun, la sua paranoia ma anche il suo genio e il suo amore per l’India». Nonché il «contributo indiretto» che avrebbe dato alla liberazione dell’India dai colonialisti inglesi. Interpreti del film – si annuncia – saranno il celebre attore indiano Anupam Kher nel ruolo del Fuhrer e l’ex Miss India, Neha Dhupia, nel ruolo di Eva Braun. (Si veda qui, per esempio, The Economic Times of India).

Hitler a Bollywood. Atto Secondo: le polemiche e la verità storica. Nella seconda metà di giugno si scatena un mare di polemiche, sia da parte della stampa progressista britannica (Guardian in testa) sia da parte delle comunità ebraiche indiane (dell’antica presenza ebraica in India abbiamo parlato qui). Riassumendo, le tesi dei critici del film sono le seguenti: 1) molti indiani non conoscono abbastanza la Storia europea e non hanno idea di cosa rappresentino Hitler, il nazismo e l’Olocausto per gli europei; 2) Hitler non amava affatto l’India e non appoggiò mai l’indipendenza indiana, anzi, prima della guerra esortò gli inglesi ad ammazzare il Mahatma Gandhi (foto) benché questi gli avesse scritto un paio di lettere per invitarlo a non entrare in guerra (del resto, com’è noto, il Mahatma cercava il dialogo con chiunque. Una volta disse: «incontrerei anche Satana se servisse»).  3) non ci fu nessun  «contributo indiretto» di Hitler all’indipendenza indiana. Truppe indiane si raccolsero intorno al leader nazionalista Chandra Bose (foto a sinistra), che al contrario di Gandhi aveva scelto la violenza e si era schierato con i giapponesi e l’Asse per liberare l’India dagli inglesi; ma  Hitler continuò a ritenere gli indiani una razza inferiore, il cui destino era quello di restare sudditi di un impero europeo. 4) In passato, l’opinione degli indiani più consapevoli fu ben espressa dal futuro primo ministro Nehru: «tedeschi e giapponesi se ne vadano all’inferno». 5) Oggi, l’opinione degli indiani più consapevoli è stata ben espressa  da Jonathan Solomon, presidente della Indian Jewish Federation, che ha definito il regista Kumar «o un ignorante o una persona spinta da sinistre ragioni».

Hitler a Bollywood. Atto Terzo: il ritiro del protagonista. Scosso dalle polemiche, l’attore che si era dichiarato disponibile a interpretare Hitler, Anupam Kher (foto) si è ritirato dal film. «Quando ho detto sì», ha spiegato, «mi sono mosso con la considerazione che un attore deve lavorare in qualsiasi ruolo. Ma dopo aver constatato quanti hanno reagito negativamente alla mia scelta ho pensato che non potevo ferire così tanta gente. Le emozioni umane», ha sottolineato «contano piu’ del cinema».

Hitler a Bollywood. Atto quarto: si va avanti ugualmente. Nonostante il ritiro del prestigioso protagonista, l’attrice ed ex Miss India Neha Dhupia (la cui somiglianza con Eva Braun mi sfugge, vedi foto) ha fatto sapere che ci tiene molto a interpretare l’amante di Hitler; si cercherà quindi un nuovo protagonista e la lavorazione del film proseguirà.

Mia breve considerazione finale. A volte i grandi artisti sanno trasformare la tragedia in farsa senza svilirne il significato. Ci riuscì Mel Brooks con il divertente musical The Producers – Una gaia commedia neonazista (foto). Ci riuscì, a modo suo, anche Roberto Benigni con La vita è bella.
Ma non è questo il caso, purtroppo. Qui non si tratta di satira. Qui si tratta di grottesco involontario e di tragica ignoranza. Ignoranza della Storia altrui ma anche della propria. E questa volta, Bollywood non fa sorridere.

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L’Italia sta scoprendo che Bollywood può essere un ottimo partner d’affari? Forse – dopo anni di ritardo rispetto a nazioni come la Svizzera – anche il nostro Paese si sta svegliando. Da tempo, su MilleOrienti, parliamo della internazionalizzazione dell’industria cinematografica indiana e del suo legame con il cineturismo, cioè delle varie opportunità di business offerte dalle produzioni di Bollywood:  quando un produttore cinematografico indiano decide di girare un film in una località europea non solo si aprono ovvie opportunità commerciali ma anche un circolo virtuoso di cineturismo, dato che gli indiani (sia upper class sia middle class) amano viaggiare nelle località che vedono nei film.

Nel settore turistico l’Italia, purtroppo, non è ancora capace di fare sistema (il tanto invocato e mai realizzato “sistema Paese”) perciò le regioni italiane si arrangiano ciascuna per conto proprio. Nel maggio di quest’anno abbiamo parlato del “caso Puglia”, una Regione che già da tempo ha capito le potenzialità economiche di un rapporto con l’industria cinematografica indiana. Ora segnaliamo volentieri i casi della Sicilia e della Liguria. L’Assessorato al Turismo della Regione siciliana, in collaborazione con la società CineSicilia, realizzerà nel 2011 tre viaggi in India per promuovere le meraviglie naturali e artistiche della Sicilia come set di produzioni cinematografiche indiane. (E oltre al cinema la Regione Sicilia ha programmato altre missioni in India nei settori dell’informatica, dell’automobilismo e dell’industria alimentare).

Per quanto riguarda la Liguria, invece, sta per diventare un set  indiano la città di Genova: una troupe di Kollywood (la variante tamil di Bollywood) è arrivata proprio oggi nel capoluogo ligure per girare – in particolare nella zona della Stazione Marittima – un film dal titolo Manmadam Ambu.  Il regista è K.S. Ravikumar mentre il protagonista è Kamal Haasan (foto sopra), megastar del cinema tamil. Il cinquantacinquenne attore tamil, molto apprezzato da critica e pubblico indiani per la sua versatilità,  in passato ha vinto diverse volte il National Film Award e il Filmfare Award.
L’arrivo di una troupe del Tamil Nadu in Italia potrebbe anche costituire l’occasione per la futura apertura di una nuova frontiera del turismo incoming, quello dell’India del Sud.

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Weeekend godurioso, cari amanti dei mille orienti! Questa sera (12 giugno)
comincia al club New Scarabocchio Disco, (Piazza dei Ponziani 8 c, Trastevere, Roma) l’evento Roma Balla Bolly, una Bollywood night in costume indiano per ballare le migliori colonne sonore dei film indiani, il tutto naturalmente cosparso di profumati cibi indiani. La festa andrà avanti fino alle 3,30 di domani mattina, 13 giugno.

A Chiaravalle invece (provincia di Ancona) è in corso il festival Japan in Love: fino a domani 13 giugno compreso si tiene una serie di eventi nipponici quali laboratori manga di lingua giapponese, esposizioni di ikebana, presentazioni di libri sul Giappone, mercatino giapponese, graffiti live, proiezioni e concerti.

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E’ una nuova commedia romantica di Bollywood (बॉलीवूड) e promuoverà il turismo indiano in Puglia. Il film si intitola HouseFull (qui il sito ufficiale con i trailer e le musiche) ed è uscito con notevole successo il 30 aprile 2010 nelle sale cinematografiche indiane, americane e britanniche. Preceduto da una grandiosa campagna di lancio in India, il film diretto da Sajid Khan annovera nel cast varie star bollywoodiane di prima grandezza quali Akshay Kumar (qui il sito del suo fan club italiano), Deepika Padukone, Ritesh Deshmukh, Jiah Khan. Che cosa c’entra la Puglia? C’entra eccome, per tre motivi: 1) il film è stato parzialmente girato nel Gargano, tra Vieste e Mattinata; 2) è stato prodotto dalla Nadiadwala Grandson Entertainment di Mumbai con la collaborazione dell’italiana Scrix Productions; 3) è in corso in India una campagna di promozione del turismo indiano in Puglia (foto sotto) promossa dalla Apulia Film Commission, in collaborazione con la Nadiadwala Grandson Entertainment e con il tour operator Kuoni.

E’ noto infatti che il cineturismo è molto rilevante in India: gli indiani appartenenti alle classi sociali medio-alte scelgono spesso di visitare un Paese dopo averne viste le bellezze in qualche film di Bollywood. Accade così, per esempio, in Svizzera, dove da un decina d’anni ci sono valli che godono di una pacifica invasione di turisti indiani (MilleOrienti ne ha parlato anche QUI). Quello del cineturismo indiano è un mercato ricco, e in forte crescita. Come si pone l’Italia di fronte a questo fenomeno? Come troppo spesso le accade, l’Italia sta a guardare: incapace di “fare sistema” in campo turistico, il nostro Paese si affida all’intraprendenza di singole regioni più attive (come il Piemonte e la Puglia) a fronte della totale inerzia di altre (per esempio la Lombardia).
La Puglia, del resto, non è nuova a Bollywood: si possono ricordare grandi successi commerciali come il film Bachna ae Haseeno – girato anche fra i trulli di Alberobello – e l’attenzione dimostrata dal Salento Film Festival. In fondo, per capire quanto ci sia da guadagnare, sul piano dell’economia turistica, nel rapporto con Bollywood, basta guardare la foto qui a fianco: una scena del film HouseFull con l’attore Ritesh Deshmukh nelle acque del Gargano; tutte le recensioni del film uscite in India hanno lodato la bellezza delle location italiane…. Chissa cosa aspetta, il Sistema Italia, ad accorgersi delle potenzialità di Bollywood per la promozione del nostro territorio?

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Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Di un’infinità di situazioni, regole, possibilità, emozioni, speranze e divieti, il tutto in continuo cambiamento. Anche in Asia. Ecco due notizie che gettano luce su come cambiano l’amore e il sesso in due Paesi-chiave: l’India e la Cina. In entrambi i casi, la fonte è Nello Del Gatto, giornalista napoletano che dopo anni in India si è da poco trasferito in Cina, a Shanghai. Perché ho specificato che Nello è napoletano? Perché i suoi blog si intitolano Indonapoletano e ParteCinese ParteNopeo …:-)

L'attrice tamil Khushboo, all'origine dello scandalo e della sentenza della Corte Suprema di Delhi

La prima notizia proviene da New Delhi: secondo la Corte Suprema indiana, il sesso extramatrimoniale e la convivenza fra coppie non sposate – temi considerati tabù da gran parte dell’opinione pubblica indiana – non costituiscono reato. Insomma, sono liberamente praticabili. La Corte Suprema si e’pronunciata su una petizione presentata nel 2005 da Khushboo attrice indiana del Tamil Nadu che in un’intervista aveva detto di non essere contraria al sesso prima del matrimonio. All’epoca l’attrice tamil era stata accusata di corrompere i giovani e contribuire alla degradazione dei valori morali del Paese, e le era stato ingiunto di non pronunciarsi più in pubblico su questi temi. Cinque anni dopo, i giudici di New Delhi hanno rigettato le accuse contro di lei, e per rafforzare la propria tesi hanno citato l’articolo 21 della Costituzione indiana che garantisce la libertà personale dei cittadini e perfino le opere hindu che esaltano l’amore tra Krishna e Radha.

La seconda notizia proviene da Guangzhou, nel sud della Cina: una locale università ha deciso di organizzare master universitari per insegnare a intrattenere rapporti sentimentali. Secondo il Quotidiano del Popolo, alcuni professori universitari si sono accorti infatti che ragazzi e ragazze, completamente assorbiti dallo studio, avevano notevoli difficoltà a tessere relazioni sentimentali.
Perciò,
per la modica cifra di 90 euro, gli studenti dai 20 ai 35 anni potranno frequentare le classi sull”’istruzione all’amore”, organizzate negli stessi locali dove normalmente seguono le lezioni universitarie. Per migliorare l’aspetto dei ragazzi, gli insegnanti organizzano anche visite a centri commerciali.

Il Guangdong Science Centre, parte della Città Universitaria di Guangzhou dove si terrà il "master sull'amore"

E voi, cari lettori, che ne pensate di questi cambiamenti?

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Cari bollywoodiani, ecco un lancio odierno dell’agenzia ANSA (19/03/2010) che interesserà chiunque si occupi di cinema. Bollywood e Hollywood, le due  principali industrie cinematografiche del mondo, hanno deciso di unire i loro sforzi contro i Ddv piratati e i film scaricati da  Internet. La Motion Picture Association of America (Mpaa) e  sette principali produttori cinematografici indiani hanno  infatti formato un’alleanza sullo spinoso tema.    Secondo la stampa indiana la decisione e’ stata annunciata  ieri durante un seminario a Mumbai dedicato agli operatori del  settore. Nell’accordo saranno coinvolti anche gli organi di  polizia, i cinematografi e i fornitori di connessioni Internet.  La riproduzione illegale di film in India e’ ampiamente diffusa  e anche tollerata dalle autorita’ locali.   In base a stime contenute in un rapporto del 2008 realizzato  da US-India Business Council e dalla societa’ di ricerche di  mercato Ernst and Young, si ritiene che Bollywood abbia perso  950 milioni di dollari e oltre mezzo milione di  posti di lavoro a causa dei DVD piratati. I film illegali rappresentano in India il 60% del totale del mercato, secondo una ricerca di KPMG. Larga parte di questi, carpiti nelle multisale con l’uso di telecamere digitali.

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