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Archive for the ‘TIBET’ Category

Risposta ovvia: «Perché è una gran bella esperienza». Certo :-), ma ci sono anche ragioni molto più forti di questa. Lhakpa è un tibetano nato e cresciuto in esilio in India; i suoi genitori, fuggiti dal proprio Paese a causa dell’occupazione cinese, morirono poco dopo l’arrivo in India, e lui crebbe in un orfanotrofio. Nel corso degli anni, Lhakpa si è chiesto come fare  per far conoscere a tutti le sofferenze dei tibetani, finché gli è venuta un’idea: diventare lui stesso un messaggero, girando il mondo in motocicletta. Una brillante azione nonviolenta. Così il 10 marzo è partito per un viaggio di 8 mesi in 22 nazioni, con un fitto calendario di tappe, incontri e dibattiti. Il programma del suo Free Tibet World Tour è qui, e domani, venerdì 28 maggio 2010, Lhakpa sarà a Roma nell’ambito di Verso il Tibet, una rassegna cinematografica di due giorni sulle culture himalayane.
La rassegna Verso il Tibet si tiene al Film Studio di Roma (via degli Orti d’Alibert 1/c) e costituisce una rara occasione di apprezzare documentari italiani di grande qualità sui popoli e le regioni himalayane. La sera, al termine delle proiezioni, ci sarà un incontro con gli autori dei filmati (Gaia Ceriana, Marina Colonna, Manfredi Manera, Mario Gianni, Piero Verni, Theo Eshetu) e con Lhakpa. E – ne sono convinto – i film maker indipendenti e il free raider tibetano avranno parecchio da dirsi…

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Si è inaugurata a Verbania la Mostra internazionale di arte contemporanea Tibet di terra e di cielo. Quaranta artisti per la libertà del Tibet. La mostra è organizzata dalla Tibet Culture House Italy in collaborazione con la Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano e con il contributo della Città di Verbania e della Provincia del Verbano Cusio Ossola; rimarrà aperta fino al 9 maggio (Casa Ceretti, via Roma 42, orario 10-12, 15-18) e il ricavato della vendita di alcune opere sarà devoluto a Tibetan Children Villages, l’organizzaizone benefica che assiste ed educa i piccoli tibetani esuli in India.

Ricordo anche un altro appuntamento interessante a Verbania: quest’oggi 30 aprile, alle ore 20,30 si terrà un incontro su Medicina tibetana: la millenaria arte di curare, con interventi del venerabile Jangchup Sopa, medico tibetano, e di Tamding Choepel, della Tibet Culture House. L’incontro si terrà presso l’Hotel Il Chiostro (via Fratelli Cervi 14, Verbania).

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Il Dalai Lama con Marco Pannella

Piero Verni

Un appuntamento imperdibile per tutti coloro a cui sta a cuore la questione dei diritti civili nel mondo: Radio Radicale ha organizzato per venerdì 30 aprile dalle 17,00 alle 19,00 una conversazione tra il leader radicale Marco Pannella e Piero Verni (giornalista-blogger autore di vari libri sul Tibet e di una biografia autorizzata del Dalai Lama).   Tema: «Tibet, Cina e dintorni».Venerdì 30 la diretta sarà qui.

Consuelo Pintus

Un altro podcast che vale la pena ascoltare riguarda LifegateRadio: la giovane e brillante indianista Consuelo Pintus – specializzatasi in lingua hindi nella prestigiosa scuola di Agra – ha partecipato il 27 aprile al programma Passengers di LifeGate Radio parlando di “Chapati in the darkness”, il suo diario di viaggio – dall’India al Bangla Desh –  che ha vinto un posto all’interno dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S.Stefano. Si può riascoltare qui la puntata (musica compresa).

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Il mondo buddhista in Italia, diversificato in varie scuole al proprio interno, è in costante crescita. In attesa che si realizzi l’Intesa (o Concordato) fra l’Unione Buddhista Italiana (UBI) e lo Stato italiano, tutte le scuole buddhiste si preparano a celebrare anche nel nostro Paese il Vesak, la ricorrenza in cui si celebrano la nascita, l’illuminazione e la dipartita di Buddha Shakyamuni. Si tratta della festa buddhista più importante, festeggiata dai buddhisti di tutte le tradizioni in tutto il mondo. E in Italia? Nel 2010 l’UBI ha stabilito di organizzare il Vesak a Milano, il 29 e 30 maggio, con il patrocino della Provincia di Milano e la collaborazione del Centro Sri Lanka Bauddha Sanghamaya, centro di tradizione Theravada cui fa riferimento la folta comunità singalese residente nella capitale lombarda. Il tema del Vesak italiano 2010 sarà  ” Interconnessione tra gli Esseri e Corresponsabilità tra le Culture”, e la celebrazione del Vesak si dipanerà in una ricca serie di incontri, cerimonie, convegni (al Centro Congressi della Provincia di Milano, via Corridoni 16) e processioni per la città. MilleOrienti, naturalmente, vi fornirà il programma preciso degli eventi prima dell’inizio del Vesak.

– Un’altra notizia dal mondo buddhista italiano: è stata ricostruita la sala da preghiera del tempio (gompa) dellIstituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa), funestato oltre un anno fa da un terribile incendio. Qui sotto potete vedere una foto del gompa, diffusa da Piero Sirianni su Facebook. Dopo l’incendio si era aperta una gara di solidarietà fra tanti – buddhisti e non – per raccogliere fondi per la ricostruzione, e anche il cantante Franco Battiato aveva partecipato con un concerto di beneficenza. L’Istituto Lama Tzong Khapa è uno dei più autorevoli centri buddhisti d’Europa, fa riferimento alla scuola tibetana Gelug – la stessa cui appartiene il Dalai Lama, che a Pomaia ha soggiornato varie volte – ed è membro della Fondazione internazionale per la preservazione della Tradizione Mahayana. L’Istituto ospita corsi di meditazione di maestri di varie tradizioni buddhiste, e ha avviato un progetto su “Meditazione e Neuroscienze” per la realizzazione di un Master universitario in collaborazione con l’Università di Firenze.

Il nuovo gompa dell'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa)

Infine, una notizia che interesserà tutti coloro che, come me, ricordano con affetto il grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani, autore di libri meravigliosi come Un indovino mi disse, In Asia e Un altro giro di giostra. A Terzani verrà intitolato alla sua memoria un hospice che accoglierà malati, terminali e non, assistiti da medici che utilizzeranno la medicina “ufficiale” ma anche quelle tradizionali senza trascurare la dimensione spirituale. L’Hospice Tiziano Terzani sorgerà sulle colline di Castellina Marittima, fra le province di Pisa e Livorno, e sarà convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Al centro del progetto c’è la Onlus Dare Protezione, cui partecipano anche monaci dell’Istituto di Pomaia. L’annuncio sarà dato durante il convegno «Portare pace nella Vita e nella Morte» che si svolgerà dal 30aprile al 2 maggio 2010 all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, alla presenza della moglie di Terzani, la scrittrice Angela Terzani Staude.

Tiziano Terzani

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Il Tibet sta attraversando uno dei più difficili periodi della sua storia. Nonostante l’interesse che la civiltà tibetana suscita nel mondo e la crescente solidarietà internazionale nei confronti della causa tibetana, la situazione sul Tetto del Mondo rimane drammatica, tanto più che il tentativo del Dalai Lama di aprire un effettivo dialogo con Pechino sembra non sortire risultati concreti. Le condanne a svariati anni di carcere inflitte al video maker Dhondup Wangchen e al fotografo Kunga Tseyang, dimostrano quanto Pechino tema l’informazione indipendente sia per quanto riguarda  i documentari sia i reportages fotografici.

Per capire quale futuro attende il Tibet lo Spazio Sirin (via Vela 15, Milano) in collaborazione con la casa di produzione video Breizh Productions e l’Associazione Italia-Tibet, organizza il 5 marzo 2010 alle ore 21 la serata “Tibet quale futuro”, nel corso della quale verranno proiettati alcuni filmati della Breizh Productions (di cui MilleOrienti ha parlato qui) sul problema tibetano. Discuteranno della situazione del Tibet:

Kelsang Dolkar, Presidente della Comunità tibetana in Italia
Claudio Cardelli
,
Presidente dell’Associazione Italia-Tibet
Piero Verni
,
giornalista, scrittore e direttore di Breizh Productions
Marco Restelli
,
giornalista, indianista e blogger (MilleOrienti)

Qui sotto, il trailer del DVD “Tibet: quale futuro?” di Guido Ferrari


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Il 14 febbraio 2010 sono iniziate le celebrazioni del Losar,  il capodanno tibetano. L’inizio del  nuovo anno lunare (l’anno della Tigre di Ferro per i tibetani) viene festeggiato da varie popolazioni  sulla catena himalayana: nell’India settentrionale, in Bhutan e in Nepal. La sua origine è antichissima, e precede l’avvento del buddhismo in Tibet. Secondo Wikipedia, «sebbene cada spesso lo stesso giorno del Capodanno cinese» (di cui MilleOrienti ha parlato qui) «occasionalmente con un giorno od un mese lunare di differenza, il Losar non è direttamente connesso con la vicina festività, si pensa invece che sia culturalmente più affine allo Tsagaan Sar mongolo». Che quest’anno è stato festeggiato il 13 febbraio, come si può vedere sul sito di Soyombo, l’associazione per la diffusione della cultura mongola in Italia.

Per celebrare il Losar, la Breizh Production, una nuova casa di produzione video con sede nella Bretagna francese, inaugura il nuovo sito e mette in vendita i DVD di due documentari di straordinario interesse: «Tibet: quale futuro?» di Guido Ferrari e «Il mio Tibet». Il senso di questa operazione è spiegato da Piero Verni, che insieme a Mario Cuccodoro gestisce la Breizh Production:

«I principali campi di interesse della nostra piccola casa di produzione video sono la difesa delle culture minacciate di estinzione, con speciale riguardo alla situazione del Tibet, alla difesa della sua civiltà e alla la tutela del suo ecosistema. Perché produrre dei DVD? Perché, vivendo nella società dello spettacolo, se una cosa non la si vede al cinema o sul televisore di casa, è come se non fosse mai accaduta. Per quanto uno scrittore o un giornalista possa essere bravo non sarà mai in grado di rendere la drammatica situazione del Tibet come può fare un documentario ben realizzato. E riguardo al Tibet, purtroppo, non possiamo contare sulla presenza di programmi prodotti dalle grandi catene televisive dal momento che l’accesso al Paese delle Nevi è loro proibito. Quindi l’unica possibilità è quella di lanciare “dal basso” una forte offensiva mediatica. Quanto la Cina si senta minacciata da questa “produzione dal basso” (che però può contare sui canali distributivi delle Associazioni, della Rete, di Face Book, di You Tube, etc.), lo dimostra la incredibile condanna a 6 anni di carcere duro ricevuta da Dhondup Wangchen colpevole, appunto, solo di aver realizzato un documentario amatoriale sulla condizione dei tibetani (“Leaving Fear Behind”) e di averlo fatto circolare in rete e in proiezioni fuori dal Tibet.
Perciò, il senso del nostro lavoro editoriale con la Breizh Productions è proprio quello di cercare di fornire, nel nostro piccolo, un’altra voce al popolo tibetano;  una documentazione visiva che contribuisca alla battaglia per impedire che l’antica civiltà tibetana scompaia».

Per maggiori particolari sui due DVD, leggete qui sotto. (altro…)

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Il 14 febbraio inizia l’Anno della Tigre, secondo il calendario cinese. Consulto un vecchio libro di Paula Delsol, Oroscopi cinesi (contenente anche un’utilissima tavola che incrocia i segni zodiacali cinesi con quelli occidentali)  e leggo cosa dice dei nati sotto il segno della Tigre: «Nella Tigre l’amore per il rischio è tale da rasentare l’incoscienza. E’ difficile resistere al suo magnetismo. Il suo prestigio le viene anche da un atteggiamento sinceramente autoritario. Odia ubbidire ma sa comandare. E la si rispetta». Mi chiedo se qualche governante cinese attuale sia dell’anno della Tigre…

Scherzi a parte (per me lo zodiaco è solo un affascinante gioco) in questa vigilia di capodanno cinese si sentono molti ruggiti. Ruggisce la Cina, infuriata per la vendita di armi degli Usa a Taiwan e per l’annunciata visita del Dalai Lama al presidente americano Barack Obama il 16 febbraio. Ruggisce un po’ più piano l’America, già contrariata per la vicenda Google (di cui Milleorienti ha parlato qui), ribadendo due cose: A) Pechino era stata avvertita già in novembre del futuro incontro Obama-Dalai Lama; B) secondo Washington il Tibet fa parte della Cina ma gli Usa sono preoccupati per i diritti umani dei tibetani.

(Per chiarirvi le idee su questa matassa, niente di meglio che mettere a confronto le tesi delle opposte fazioni: potete leggere il commento del China Daily sul peggioramento dei rapporti Usa-Cina,  le proteste cinesi per l’incontro Barack-Dalai Lama, la cronaca dei fatti sul New York Times, quella del Corriere della Sera e il punto di vista di Taiwan sul China Post).

Nel bel mezzo di questa crisi Usa-Cina, è terminato con un nulla di fatto anche il 9° incontro fra gli emissari del Dalai Lama e quelli di Pechino, e la ragione si capisce: Pechino continua a ritenere «il cosidetto Governo Tibetano in Esilio una violazione delle leggi cinesi» e gli emissari del Dalai Lama privi di qualsiasi rappresentatività. E se si delegittimano gli interlocutori, è evidente che qualsiasi sforzo diplomatico è destinato a cadere nel vuoto. Sullo stato del “dialogo” sino-tibetano e le sue prospettive future vi invito a leggere questo post sul blog di Piero Verni Free Tibet.

L’anno della Tigre inizia fra molti ruggiti dunque ma i cinesi in tutto il mondo non rinunciano – giustamente – a festeggiarlo. Lo stesso si prepara a fare la comunità cinese più antica del nostro Paese, quella della Chinatown di Milano. E ancora a Milano, per celebrare il capodanno cinese, si terrà dall’ 8 al 22 febbraio una serie di manifestazioni sulla cultura della Cina classica: teatro, musica, danza, conferenze e incontri su Confucio (foto sopra). Il tutto promosso dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano (Il programma completo è sul sito, ma per informazioni tel. 02 50321675, lunedì-venerdì dalle 10 alle 13).
Che il nuovo anno porti prosperità e giustizia a tutti voi, amici di MilleOrienti.

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…significa che gli Usa sono davvero in declino. O almeno che, al di là delle parole di circostanza spese dai politici nei meeting, il peso americano in Asia si va riducendo vistosamente.
Ma prima di spiegare il titolo di questo post, dovuto alla censura di cui è stato vittima Barack Obama a Pechino (come potrete leggere più sotto) va detto che il presidente americano purtroppo ha ottenuto molto poco, dal suo giro asiatico. E ancora meno dalla Cina, dove non è riuscito ad avvicinare Pechino alle posizioni di Washington su nessuna questione: né sulla atomica iraniana, né sulla guerra al terrorismo in Afghanistan e Pakistan, né sui problemi dell’effetto-serra e nemmeno sulla necessità di rivalutare la moneta cinese, il renminbi.
Inoltre, essersi sbilanciato in affermazione del tipo «una Cina prospera e potente è un vantaggio per tutti» non gli ha giovato, e certo sollecita in molti di noi una domanda: quale vantaggio per i tibetani, per gli uiguri, per i dissidenti cinesi in carcere, etc?  (E a proposito del drammatico stallo della questione tibetana, e delle troppe illusioni dell’Occidente sul dialogo con la Cina, invito tutti a leggere il lucido intervento di Piero Verni sul suo blog Free Tibet, che polemizza con un articolo di Francesco Pullia pubblicato su Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani).

Per capire quale sia il peso non solo di Barack Obama ma dell’intero Occidente, di fronte all’ Impero di Mezzo (come la Cina si è sempre considerata, a prescindere dai regimi che l’hanno governata nel corso del tempo) un piccolo fatto è più eloquente di molte parole. Ecco spiegato il titolo di questo post:  il fatto è riportato da Informa, Rivista telematica di giornalismo e comunicazione. Riporto l’articolo per intero, perché ne vale la pena: «La Cina censura Obama. Il presidente americano, per la prima volta in visita nel Paese di Mao, è stato oscurato in tutta la nazione per le sue affermazioni sulla libertà di stampa e contro la censura. Il suo discorso, tenuto davanti a 520 selezionatissimi studenti, al museo delle scienze e della tecnologia di Shangai, non è stato mandato in onda né dalla televisione ufficiale di Pechino né dai siti web cinesi. L’unico ad essere riuscito a diffondere le parole di Obama è stato un blogger locale che, quasi in tempo reale, era riuscito a pubblicare il discorso sul suo sito. Ma in meno di mezz’ora, ventisette minuti per l’esattezza, le efficientissime autorità cinesi preposte al controllo della rete, hanno cancellato il post. “Io sono un grande sostenitore della non censura” sono state le parole di Obama che hanno fatto scattare la censura – per noi negli Stati Uniti il fatto di avere un Internet libero, senza limiti di accesso, è un punto di forza. Per questo penso che la fruizione libera di Internet sia una cosa da incoraggiare”.

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La20Karuna: una parola che nel buddhismo significa “compassione” per tutti gli esseri viventi. E’ la karuna ad ispirare un bell’evento  che si terrà dal 13 al 21 ottobre al Centro Botanico di Milano (via Cesare Correnti n° 10, orario 10-19,45,  ingresso libero). Si intitola Un mandala di sabbia per il Ladakh ed è organizzato dall’Associazione Ascolta e Vivi Onlus per uno scopo benefico: aiutare i bambini sordi del Ladakh, una regione settentrionale dell’India in grande maggioranza buddhista.

Monaci buddhisti del Monastero di Gaden Jangtse daranno vita alla cerimonia costruendo il Mandala del Buddha della Compassione. Una rappresentazione che verrà realizzata con sabbie colorate e poi distrutta al termine della cerimonia. Questo evento sarà accompagnato da un’esposizione di tangka (dipinti su tessuto, sete o carta, tipici della tradizione tibeto-himalayana),  da una mostra fotografica curata dall’associazione Ascolta e Vivi e dall’intervento di alcuni esperti di cultura buddhista.

(Per info sul programma dettagliato dell’evento: Mariagrazia Toniut  mgtoniut@tiscali.it,  cell.335.5466779).

Il Mandala è una complessa struttura geometrica che rappresenta simbolicamente l’ambiente e gli esseri che lo abitano; secondo la tradizione tibetana la costruzione del Mandala diffonde energia di benessere e salute nell’ambiente circostante. Durante la cerimonia di creazione del Mandala, i monaci ne disegnano i contorni su un piano di legno e poi, con un lavoro di estrema concentrazione, lo ricoprono in ogni sua parte con sabbia finissima colorata, delineandone i minimi particolari. I colori usati, bianco, giallo, rosso, verde e blu rappresentano rispettivamente acqua, terra, fuoco, aria e spazio.
Al termine della costruzione il Mandala viene tradizionalmente dissolto e le sabbie versate in un fiume, a simboleggiare la natura impermanente di tutte le cose e il distacco da esse (concetti centrali nel buddhismo).

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30_finaliste_Beh, adesso basta. Di belle intenzioni sulla pace nel mondo sono pieni anche i concorsi di Miss Italia. (La classica domanda “di cultura” alle aspiranti miss: «E lei cosa vorrebbe?» Risposta: «lapacenelmondo»). Che il presidente degli Stati Uniti d’America ogni tanto parli  come un’aspirante velina di Miss Italia, passi. Ma che vinca anche il premio Nobel per la pace senza avere ancora realizzato nulla, proprio no.

Ma ciò che risulta insopportabile sono il buonismo, la prudenza buonsensaia e l’ipocrisia dell’Occidente verso il Dalai Lama. E’ ciò che possiamo chiamare la politica delle pacche sulle spalle. In nome della pace, tutti i leader politici occidentali hanno accolto il Dalai Lama dandogli grandi pacche sulle spalle e assicurandogli la propria verbosa solidarietà. Ma nei vent’anni (vent’anni!) passati dal conferimento del Nobel per la pace al Dalai Lama, nessun Paese occidentale ha fatto passi concreti per pressare la Cina sulla questione dei diritti umani e su quella del dramma tibetano. E la ragione ovviaobamab è che nessuno vuol compromettere i propri business nel ricco mercato cinese.

L’ultimo esempio di questa “politica delle pacche sulle spalle” è proprio Obama, che da una parte definisce il Dalai Lama “un modello” di saggezza politica e dall’altra si rifiuta di riceverlo prima di andare in Cina da Hu Jintao; lo vedrà al ritorno da Beijing, invece, quando potrà chiacchierare amabilmente con lui senza prendere impegni politici concreti. Una contraddizione che è stata rilevata, prima che dai  mass media, da molti blogger, come l’ottima Orientalia4all. Eppure prosegue inarrestabile nei mass media la beatificazione di Sant’Obama (che non è stato eletto per starci simpatico bensì per fare politica concreta).
E quel che più conta, questa beatificazione copre la storica ipocrisia dell’Occidente sul Tibet e sui diritti umani in Cina.

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