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Posts Tagged ‘Campagna di solidarietà con il popolo tibetano’

Si è inaugurata a Verbania la Mostra internazionale di arte contemporanea Tibet di terra e di cielo. Quaranta artisti per la libertà del Tibet. La mostra è organizzata dalla Tibet Culture House Italy in collaborazione con la Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano e con il contributo della Città di Verbania e della Provincia del Verbano Cusio Ossola; rimarrà aperta fino al 9 maggio (Casa Ceretti, via Roma 42, orario 10-12, 15-18) e il ricavato della vendita di alcune opere sarà devoluto a Tibetan Children Villages, l’organizzaizone benefica che assiste ed educa i piccoli tibetani esuli in India.

Ricordo anche un altro appuntamento interessante a Verbania: quest’oggi 30 aprile, alle ore 20,30 si terrà un incontro su Medicina tibetana: la millenaria arte di curare, con interventi del venerabile Jangchup Sopa, medico tibetano, e di Tamding Choepel, della Tibet Culture House. L’incontro si terrà presso l’Hotel Il Chiostro (via Fratelli Cervi 14, Verbania).

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Tienanmen

20 anni fa un ragazzo solo, “armato” di un sacchetto della spesa, si piantò in mezzo alla strada, in piedi davanti a una fila di carri armati, per bloccarli. E per un po’ ci riuscì. 20 anni fa, decine di migliaia di studenti cinesi occuparono piazza Tienanmen – la piazza più grande di Pechino e dell’Asia, sovrastata dal ritratto di Mao Zedong – per chiedere democrazia e libertà, finché  i carri armati e l’esercito del loro stesso popolo li spazzarono via. 20 anni fa, il sogno di democrazia di una generazione di cinesi fu soffocato nel sangue. E chi non morì finì in prigione o nei campi di concentramento, i laogai.

20 anni dopo, Amnesty International denuncia le persecuzioni contro gli attivisti democratici che vogliono rompere la cappa del silenzio, per ricordare alla Cina il significato di quella grande occasione perduta. 20 anni dopo,  Human Rights Watch presenta un video con le immagini di quei giorni, perché anche i giovani di tutto il mondo possano vedere e capire cosa accadde a piazza Tienanmen, la piazza che da quella notte – fra il 3 e il 4 giugno 1989 –  non fu più la stessa. 20 anni dopo, la Cina del boom economico rinnega se stessa cancellando la propria storia e chi cerca di raccontarla: il governo cinese ha bloccato decine di blog e di siti, compresi Twitter e Flickr,  ostacolato una troupe della BBC e oscurato i siti di molti giornali occidentali, mentre sulla stampa cinese il ventesimo anniversario di Tienanmen semplicemente non esiste.
20 anni dopo, però, nella Cina dello sviluppo “selvaggio” crescono gli squilibri sociali e regionali, ma sopratutto restano irrisolte alcune fastidiose questioni secondarie: la mancanza di democrazia, i diritti umani calpestati, i prigionieri politici negli oltre 1400 laogai (fonte: Laogai Research Foundation – Italia). E l’occupazione del Tibet.

Per ragionare su “Questione tibetana e campi
di concentramento in Cina” si terrà lunedì laogai
8 giugno alle ore 21 a Verbania una tavola rotonda
(presso l’Hotel Il Chiostro) alla quale parteciperanno: Claudio Tecchio dell’Ufficio Internazionale Cisl Piemonte e coordinatore della Campagna di solidarietà con il popolo tibetano;  Francesca Romana Poleggi della sezione italiana della Laogai Research Foundation; Paolo Ferrante autore del libro Laogai, Tamding Choepel della Tibet Culture House e il Ven. Lama Jangchup Sopa medico tibetano in esilio.

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tibet_flagCinquant’anni di occupazione cinese del Tibet. Cinquant’anni di genocidio culturale di un popolo. E in questa ricorrenza, i fatti degli ultimi giorni sono sotto gli occhi di tutti (e finalmente riportati dai media): il monastero di Ragya in rivolta, la dura repressione cinese, il suicidio di un monaco, il Sudafrica che nega il visto al Dalai Lama per una conferenza sulla pace….tutto questo richiede una risposta, da parte di chi, come noi, ha a cuore il diritto dei tibetani all’autodeterminazione.

A fronte di ciò, la Cina ha la “faccia tosta” di dichiarare la data del 28 marzo 2009 “giorno della liberazione del Tibet dalla schiavitù”. Per questo, domani 28 marzo la Comunità tibetana in Italia e l’Associazione donne tibetane in Italia,  indicono una manifestazione nazionale nonviolenta a cui tutti sono invitati:
– a Roma, nel pomeriggio, di fronte all’Ambasciata cinese in via Bruxelles 56
– a Milano, nel pomeriggio, di fronte al Consolato cinese di via Benaco 4.

Maggiori informazioni su questa manifestazione e in generale sulla situazione del Tibet occupato si possono trovare sul sito dell’Associazione Italia-Tibet (http://www.italiatibet.org/) e su quello della Campagna di Solidarietà con il popolo tibetano (http://www.dossiertibet.it/).

Ma non finisce qui. Giulia Premilli, fondatrice di Tibet in Pace, lancia su Facebook una nuova iniziativa a favore del Tibet. MilleOrienti aderisce volentieri, perciò pubblichiamo qui sotto l’appello  di Giulia:

Gentili amici,
il gruppo Facebook “Tibet in Pace” da due settimane sta organizzando la giornata “Tutti in rosso per il Tibet”. Il 12 aprile, il giorno di Pasqua, ognuno di noi può sostenere il Tibet e il Dalai Lama con un minimo sforzo. Si richiede di vestirsi di rosso o anche solo di mettersi qualcosa di rosso addosso, in ricordo e a sostegno dei monaci tibetani. Il gruppo attualmente raccoglie 1200 persone, l’iniziativa ne conta 826. Perchè il giorno di Pasqua? Perchè è un giorno di festa e perchè è il giorno della “resurrezione” e noi sotto questa egida speriamo che avvenga al più presto la resurrezione dei diritti civili, non solo in Tibet, ma in tutte quelle terre dove questi sono negati.
In primis in Cina.
Questa iniziativa inoltre è stata motivo di unione da parte delle diverse realtà politiche italiane. Tra i sostenitori ci sono appartenenti di spicco di entrambi gli schieramenti politici. Questo ci fa molto piacere, vuol dire che sui temi fondamentali possiamo cambiare il mondo restando compatti. In questi giorni inoltre stiamo chiedendo ai sindaci, ai presidenti delle province, ai presidenti delle regioni, di esporre nel giorno di pasqua la bandiera tibetana fra quella italiana e quella europea. Speriamo in una buona  riuscita.
Quindi, chiediamo a voi sostegno: iscrivetevi al gruppo e partecipate a TUTTI IN ROSSO PER IL TIBET, sostenete la giornata per il Tibet e per i diritti civili.
Grazie
Giulia Premilli, fondatore di Tibet in Pace

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Due notizie per tutti quelli che hanno a cuore la libertà del popolo tibetano e il suo diritto all’autodeterminazione .

Tibet: un dvd, un dibattito e un libro1) Mercoledì 25 marzo alle ore 18, alla libreria White Star di Milano (Piazza Meda) verrà presentato il Dvd “Road to Freedom. In marcia verso il Tibet“, che racconta l’epica marcia condotta dal marzo all’agosto 2008 da cinque organizzazioni di esuli tibetani, dal territorio indiano fino al confine con il Tibet, in mezzo a mille difficoltà politiche e non solo. La videogiornalista tibetana Karma Chukey, che ha partecipato alla marcia, ha documentato le fasi più salienti di quello che è probabilmente il più importante avvenimento politico nella storia della diaspora tibetana. Il risultato è un video di grandissimo interesse per comprendere la condizione del Tibet a cinquant’anni dall’invasione cinese.
La presentazione del dvd e il successivo dibattito pubblico saranno condotti da Piero Verni (giornalista esperto di Tibet, nonché collaboratore del video), Renata Pisu (giornalista e sinologa) e dal sottoscritto.

la_mia_terra2) L’editore Sperling e Kupfer ha pubblicato una nuova edizione aggiornata e ampliata della celebre autobiografia del XIV Dalai Lama, “La mia terra, la mia gente“, che racconta tutta l’ avventura umana e politica di Kundun: da bambino predestinato – riconosciuto a due anni come reincarnazione del precedente Dalai Lama – fino all’invasione cinese del Tibet, l’esilio in India e oltre. Ma la novità del libro sta nella ricca appendice all’edizione italiana –  100 pagine – in cui Piero Verni traccia una storia recente dei tibetani in esilio, dei loro rapporti con l’Occidente e degli scontri con la Cina, dal 1959 fino al 2009.

– Ulteriori approfondimenti su queste tematiche si possono trovare sul blog di Piero Verni (http://www.freetibet.eu/), nel sito della Associazione Italia-Tibet (http://www.italiatibet.org/), in quello della Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (http://www.dossiertibet.it/) e, per quanto riguarda il video, anche sul sito della casa di produzione (http://breizhproductions.com/).

-Per parte mia, mi impegno a dare conto, qui su Milleorienti, della produzione culturale più significativa riguardo al Tibet, e delle maggiori campagne di solidarietà con il popolo tibetano. Amici del Tibet, scrivetemi, segnalatemi le vostre iniziative, Milleorienti è a vostra disposizione!

Marco

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