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Posts Tagged ‘cinema indiano’

Pennabilli? E dov’è Pennabilli? Sul sito di questa deliziosa cittadina marchigiana danno queste coordinate: “PianetaTerra, Italia, Marche, Pesaro e Urbino, Montefeltro”. E aggiungono una frase del poeta Tonino Guerra: «E’ bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso». E’ qui dunque – non a caso – che un gruppo di “cercatori del sè” ha deciso di realizzare dal 14 al 16 luglio 2010 un piccolo ma originale Festival dell’India ricco di racconti di viaggio, proiezioni di foto, presentazioni di libri, film di Bollywood, meditazioni collettive, danze kathak, concerti e altro….Un programma cui parteciperò anch’io, con una presentazione fotografica dello splendido pellegrinaggio giainista alla collina sacra di Shatrunjaya (nei pressi della città di Palitana nello stato settentrionale del Gujarat) e con la presentazione di un paio di film indiani, veri “classici moderni”: Lagaan – C’era una volta in India e Monsoon Wedding- Matrimonio indiano. Se volete vedere il programma completo leggete qui sotto.
MilleOrienti vi saluta per qualche giorno
e tornerà attivo dopo il Festival, cioè  il 17 luglio. Nel frattempo, cercate di godervi queste giornate estive….io vi ricordo le parole di un vecchio saggio di nome Osho: «Enjoy, people, because your Body is the Temple».

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rakhi-sawant-8Femminismo? Furbizia? Marketing? Chi è Rakhi Sawant: una donna coraggiosa che ha deciso di sfidare una radicata tradizione indiana oppure solo  un’abile pubblicitaria di se stessa? Qualsiasi siano le intenzioni che l’hanno spinta a fare ciò che sta facendo, una cosa è certa: tutti i media indiani (e non solo, ormai) stanno parlando di lei. Ecco dunque un ritratto della protagonista di uno “scandalo” che fa discutere l’India.

Chi è Rakhi Sawant. E’ un’attrice e ballerina di Bollywood, nata 31 anni fa a Mumbai rakhi-sawant-2da una famiglia hindu di etnia marathi. Sin da ragazza decise di darsi al cinema (a destra, in un costume di scena). Per farlo però dovette sfidare la volontà del padre – un funzionario di polizia – che riteneva “disonorevole” la professione di attrice in quei film. Esasperato dalle pose e dai servizi fotografici sexy della figlia (foto sotto a destra) il padre finì per lasciare la casa dove viveva con Rakhi.
Nel corso degli anni, la carriera cinematografica di Rakhi le ha regalato dei discreti successi senza però mai fare di lei una superstar. Fino a quando, di recente, Rakhi ha avuto un’idea: sfidare la radicatissima tradizione indiana del matrimonio combinato fra famiglie. Scegliendosi da sola il marito in diretta Tv, in un apposito programma dove lei rakhi-sawant-5avrebbe esaminato i migliori fra i pretendenti.

Il matrimonio? E’ un reality show. Nell’aprile di quest’anno Rakhi annuncia il lancio di un reality sulla Tv nazionale NDTV Imagine, Rakhi ka swayamvar (cioè “La scelta matrimoniale di Rakhi”) e invita i maschi indiani desiderosi di sposarla a farsi avanti, presentando se stessi e le proprie ragioni. Risultato: ha ricevuto 12.515 proposte di matrimonio. Cosa che, naturalmente, ha fatto subito notizia.  E ora, dopo quasi due mesi di selezioni,  il momento della verità si avvicina: Rakhi sta per scegliere – fra migliaia – i 15 “fortunati” che parteciperanno al suo reality, da cui uscirà un solo vincitore. Quello che – a insindacabile giudizio di Rakhi – sarà degno di sposarla.

rakhi-sawant-15“Scandalosa” Rakhi: le polemiche. L’annunciato “matrimonio in reality” ha prodotto un boom mediatico che ha fatto scoprire agli indiani un’attrice finora nota più che altro per i suoi videoclip sexy. I fan club di Rakhi sono esplosi e l’opinione pubblica indiana si è divisa. Il fatto investe chiaramente temi enormi come la condizione femminile in India, e la nuova immagine che le giovani donne indiane hanno di sè – un’immagine spesso diversa da quella che avevano le loro madri.
Non bisogna però neanche dimenticare che la morale corrente indiana resta molto diversa da quella europea e che l’India è un Paese dove il matrimonio combinato è ancora visto con favore non solo nelle campagne ma anche nei ceti urbani più moderni. E’ un Paese dove i giornali hanno ancora oggi pagine di annunci matrimoniali in cui si specifica sempre la casta (jati) richiesta per il possibile fidanzato o fidanzata. In tale contesto culturale, Rakhi è stata attaccata anche da sue colleghe che l’hanno accusata di volersi fare solo pubblicità a spese della morale comune; ma agli inizi di giugno è stata difesa in tv dalla superstar di Bollywood Salman Khan. La telenovela continua. In attesa del reality. Ma la domanda iniziale resta: femminismo, furbizia, marketing? O un mix di tutto questo? Attendiamo le risposte dei lettori – e sopratutto delle lettrici – di MilleOrienti.

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THE SHOW 1Ritmo. Musica. Ritmo. Danza. Ritmo. Colori. Ritmo….è un trionfo di energia, come un rullo di tamburi, Bollywood The Show, il musical (qui, un video) che è approdato al Teatro Arcimboldi di Milano, dove sarà in scena fino al 24 maggio compreso. Applaudito da 500mila spettatori in tutto il mondo, lo spettacolo diretto da Toby Gough ripercorre la storia del cinema indiano attraverso la vicenda dei Merchant, famiglia di grandi coreografi e ballerini, protagonisti di un’industria cinematografica – quella di Bollywood appunto – in cui musica e danza sono elementi essenziali. La trama ruota intorno al conflitto tradizione/modernità, impersonati dall’anziano Shantilal Merchant – insegnante di danza nel classico stile kathak, legato alla spiritualità hindu – e da sua nipote Ayesha Merchant, che abbandona lui e la sua scuola per entrare nel mondo dorato del cinema indiano e diventarne un’acclamata coreografa.
Così, mentre il nonno e la nipote mettono a confronto le proprie diverse visioni della danza, le musiche e i balletti  si susseguono, interpretati da scatenati ballerini che portano in scena oltre 700 costumi assolutamente kitsch, come si usa a Bollywood.  THE SHOW 2
Il pubblico, divertito, segue le canzoni battendo le mani a ritmo, e pazienza se non coglie le citazioni di film e personaggi (come Raj Kapoor) perché l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a non avere quasi mai importato film indiani; lo spettacolo risulta comunque godibile, proprio grazie ai numeri musicali. Che sono stati creati da membri della famiglia Merchant le cui vite ispirano la trama dello spettacolo. La coreografa di Bollywood The Show infatti, Vaibhavi Merchant, iniziò con suo zio per sfondare poi a Bollywood firmando coreografie in blockbuster come Lagaan e Devdas (circolati anche in Italia). E gli autori delle musiche dello spettacolo, i fratelli Salim e Sulaiman Merchant,  hanno composto colonne sonore per film bollywoodiani come DhoomBhoot e Kaal, le cui musiche hanno raggiunto la hit parade anche negli Usa e in Gran Bretagna.
THE SHOW 3Non a caso lo spettacolo che ora è in scena a Milan all’estero  si chiamava The Merchants of Bollywood. Peccato però che la versione per l’Italia sia stata “semplificata”, ovvero tagliata di tre quarti d’ora (da due ore e mezza a un’ora e tre quarti): il risultato è che nel primo tempo il rapporto fra la trama e l’inserimento dei numeri musicali non risulta chiarissimo. Ma questo è l’unico limite drammaturgico  della versione italiana di Merchants of Bollywood, e il pubblico applaude comunque perché la musica e la danza sono linguaggi universali. Come i film di Bollywood insegnano. E come dimostra la crescente diffusione anche in Italia di corsi e stage di Bollywood-dance.

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Namasté. Due notiziole per gli amanti di Bollywood – ma anche del cinema indiano d’autore.

– In questi giorni esce nelle librerie la nuova edizione della Garzantina Cinema, che contiene cinema1una trentina di lemmi sulle cinematografie dell’India  (scritti da me).

images– A qualcuno potrà anche  interessare sapere le date e i titoli di un mini-corso sul cinema indiano che tengo all’università IULM di Milano. Eccoli:
Giovedì 16 aprile ore 15-16.30:  Star e divinità: forme del divismo a Bollywood (Aula Meucci)
Martedì 21 aprile ore 15-17: Lineamenti di storia del cinema indiano: forme produttive ed espressive (Aula 124 )
Giovedì 23 aprile ore 15-17: Protagonisti del “cinema d’autore” in India (Aula 124)
Giovedì 30 aprile ore 15-17: Il cinema indiano contemporaneo e i linguaggi della globalizzazione (Aula 124)

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