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THE SHOW 1Ritmo. Musica. Ritmo. Danza. Ritmo. Colori. Ritmo….è un trionfo di energia, come un rullo di tamburi, Bollywood The Show, il musical (qui, un video) che è approdato al Teatro Arcimboldi di Milano, dove sarà in scena fino al 24 maggio compreso. Applaudito da 500mila spettatori in tutto il mondo, lo spettacolo diretto da Toby Gough ripercorre la storia del cinema indiano attraverso la vicenda dei Merchant, famiglia di grandi coreografi e ballerini, protagonisti di un’industria cinematografica – quella di Bollywood appunto – in cui musica e danza sono elementi essenziali. La trama ruota intorno al conflitto tradizione/modernità, impersonati dall’anziano Shantilal Merchant – insegnante di danza nel classico stile kathak, legato alla spiritualità hindu – e da sua nipote Ayesha Merchant, che abbandona lui e la sua scuola per entrare nel mondo dorato del cinema indiano e diventarne un’acclamata coreografa.
Così, mentre il nonno e la nipote mettono a confronto le proprie diverse visioni della danza, le musiche e i balletti  si susseguono, interpretati da scatenati ballerini che portano in scena oltre 700 costumi assolutamente kitsch, come si usa a Bollywood.  THE SHOW 2
Il pubblico, divertito, segue le canzoni battendo le mani a ritmo, e pazienza se non coglie le citazioni di film e personaggi (come Raj Kapoor) perché l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a non avere quasi mai importato film indiani; lo spettacolo risulta comunque godibile, proprio grazie ai numeri musicali. Che sono stati creati da membri della famiglia Merchant le cui vite ispirano la trama dello spettacolo. La coreografa di Bollywood The Show infatti, Vaibhavi Merchant, iniziò con suo zio per sfondare poi a Bollywood firmando coreografie in blockbuster come Lagaan e Devdas (circolati anche in Italia). E gli autori delle musiche dello spettacolo, i fratelli Salim e Sulaiman Merchant,  hanno composto colonne sonore per film bollywoodiani come DhoomBhoot e Kaal, le cui musiche hanno raggiunto la hit parade anche negli Usa e in Gran Bretagna.
THE SHOW 3Non a caso lo spettacolo che ora è in scena a Milan all’estero  si chiamava The Merchants of Bollywood. Peccato però che la versione per l’Italia sia stata “semplificata”, ovvero tagliata di tre quarti d’ora (da due ore e mezza a un’ora e tre quarti): il risultato è che nel primo tempo il rapporto fra la trama e l’inserimento dei numeri musicali non risulta chiarissimo. Ma questo è l’unico limite drammaturgico  della versione italiana di Merchants of Bollywood, e il pubblico applaude comunque perché la musica e la danza sono linguaggi universali. Come i film di Bollywood insegnano. E come dimostra la crescente diffusione anche in Italia di corsi e stage di Bollywood-dance.

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