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Posts Tagged ‘Islam in Italia’

Vogliamo iniziare il 2010 con una polemica? E vabbè…non possiamo farne a meno, visto che il prof. Sartori, ignorando i propri strafalcioni sull’Islam e la cultura indiana pubblicati il 20 dicembre 2009 sulla prima pagina del Corriere della Sera, è tornato a difendere la propria tesi sull’impossibilità di integrare i musulmani nelle società non-islamiche. Sartori persevera tornando sulla materia oggi 5 gennaio 2010, sempre sul Corriere, in un articolo intitolato Una replica ai pensabenisti dell’Islam.
L’illustre politologo (interessante in altre occasioni e in altri campi, ma disastroso quando parla di Asia) se la prende ora con Tito Boeri, che gli aveva risposto sul Corriere il 4 gennaio 2010 con l’articolo I musulmani e i tempi dell’integrazione. Ma ahimé, anche nella risposta a Boeri Sartori incorre in altri errori, ben segnalati dallo studioso di islamistica che cura il blog “Tutto in 30 secondi”:  vi invito quindi a leggere il suo post Carissimo Sartori, rispondi a noi please.

Inoltre mi unisco all’invito fatto da “Tutto in 30 secondi”: Sartori, provi a  risponderci, grazie. Perché l’illustre professore  si prende la briga di replicare a Boeri, ma non alle documentate e circostanziate critiche rivolte al suo primo articolo da MilleOrienti, da Tutto in 30 secondi e da Jaska Trasmigrante (e perché stupirsi del silenzio di un Accademico? Del resto, lo stesso Corriere della Sera, anche nella sua edizione on line, non ha ancora scoperto l’esistenza della Blogosfera come luogo di dibattito…).

Per farla breve, cari lettori, vi invito a leggere questi tre interventi on line che demoliscono la tesi islamofobica di Sartori:
– Questa è la risposta di MilleOrienti: L’Islam, l’Italia e l’India. Errori e sciocchezze sulla prima pagina del Corriere della Sera
– Questa è la risposta di Tutto in 30 secondi: Caro Sartori, chi è lo sprovveduto?
– Questa è la risposta di Jaska Trasmigrante: Risposta all’editoriale di Giovanni Sartori sulla “Integrazione degli islamici”

Per concludere, solo una riflessione: perché è così facile compiere errori grossolani quando si parla dell’Islam, tanto in Occidente quanto in Asia (in India, in questo caso)? Certo la materia è scottante, ma proprio per questo ci si dovrebbe documentare bene quando si parla di un tema tanto “caldo”.

P.S.: Respingo al mittente la definizione di “pensabenista dell’Islam”. Io non ho una posizione ideologica sull’Islam. Mi limito, considerando i dati storici e culturali, a valutare la posizione da prendere caso per caso. E sarebbe bene che anche l’illustre professore facesse così…
Chi fosse interessato a seguire il dibattito in corso con i lettori di MilleOrienti può cliccare sui post della sezione “Islam in Occidente”. Attendo, come sempre, le vostre opinioni.

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Oggi vi propongo un gioco: correggiamo con la penna rossa gli errori di un Professore. Perché farlo? Perché si può perdonare quasi tutto a quasi tutti, ma non una serie di sorprendenti errori in un editoriale di prima pagina di un giornale nazionale come il Corriere della Sera. Perché  errori e imprecisioni si diffondono poi nell’opinione pubblica.

L’editoriale in questione si intitola «L’integrazione degli islamici», ed è uscito sul Corriere della Sera di ieri, domenica 20 dicembre, a firma di Giovanni Sartori. Il prof. Sartori è un insigne politologo di fama internazionale, e le sue tesi sulla democrazia italiana mi sono spesso apparse convincenti. Questa volta però per argomentare la sua tesi tira in ballo la storia dell’India prendendo delle cantonate.

La tesi fondamentale dell’articolo di Sartori, contenuta nella conclusione, è che «illudersi di integrare l’Islam italianizzandolo è un rischio da giganteschi sprovveduti, un rischio da non rischiare». Si tratta di un’opinione che non condivido affatto, ma del tutto lecita. Purtroppo però Sartori, per sostenere l’impossibilità di integrare l’islam in società non islamiche, cita proprio l’esempio sbagliato: l’India. E qui arrivano gli errori di carattere storico e culturale.

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Si stanno moltiplicando, nel nostro Paese, i segnali di intolleranza nei confronti di persone di etnia o religione diverse da quelle della maggioranza degli italiani. Basta pensare alla delirante iniziativa «White Christmas» promossa da un assessore leghista del comune bresciano di Coccaglio (leggere qui l’articolo di Repubblica). Per contrastare questo tipo di iniziative la cosa migliore è diffondere una cultura di conoscenza e rispetto reciproco, una cultura della legalità con regole chiare (diritti e doveri) e condivise.

Sumaya Abdel Qader, fra i fondatori dell'Associazione Giovani Musulmani in Italia

Anche per questo credo che sarà di grande utilità il convegno «Musulmani 2G: diritti e doveri di cittadinanza dei musulmani di seconda generazione»,  che si terrà a Torino, nei giorni 1 e 2 dicembre 2009, al Circolo dei Lettori in via Bogino n° 9.
Il convegno è promosso dal CIPMO (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente), dall’Istituto di Storici Gaetano Salvemini e  dall’Associazione Giovani Musulmani in Italia in collaborazione con FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione).

Secondo i promotori, «il convegno muove dall’urgenza, sempre più evidente e attuale, di riflettere su strategie politiche e meccanismi giuridici adeguati a  favorire l’inserimento dei giovani musulmani di seconda generazione  nella società italiana: questione ancora oggi aperta e largamente irrisolta».

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