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Posts Tagged ‘Lega Nord’

Aljarida (in arabo “il giornale”) è un interessante periodico mensile free press, realizzato a Milano e giunto al suo secondo anno di pubblicazione. Interessante per varie ragioni: ricco di notizie sul territorio e le dinamiche dell’immigrazione (ma sempre senza retoriche ideologiche), informato sul dialogo culturale che intercorre fra le due sponde del Mediterraneo, e opportunamente scritto in due lingue: italiano e arabo. Ora Aljarida invita la cittadinanza a una festa che si terrà a Milano venerdì 2 luglio dalle 18 a mezzanotte (in villa  Pallavicini, via Meucci 3, Naviglio Martesana) all’insegna della musica egiziana e di ottimi kebab da gustare. Ma la ragione per cui vi parlo di Al Jarida è anche un’altra: un articolo intitolato “Tutto il mondo è Paese”.Nell’articolo – che si può leggere sul numero di giugno 2010 della rivista, oppure sul suo sito – si spiega l’origine – araba in certi casi , “meridionale” in altri – dei cognomi di alcuni deputati leghisti.
In sostanza, spiega l’articolo, quando nel 1492 i Mori vennero cacciati dalla Spagna (Al Andalus, l’Andalusia) alcuni fuggirono nella Repubblica di Venezia e in particolare in una città che faceva parte del suo territorio, Brescia. Così, i cognomi di molti bresciani hanno origini arabe.

Per esempio quello dell’on. Gibelli, deputato della Lega Nord e Vice Governatore della Regione Lombardia (foto accanto) non ha origini celtiche bensì arabe: molti Mori fuggiti dalla Spagna si rifugiarono infatti sulle montagne del bresciano e Gibelli deriva dalla parola araba giabali che significa appunto “montanaro”.
L’articolo su Aljarida contiene anche altre stimolanti informazioni, fra cui una riguardante il nuovo Presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota: il suo cognome sembra derivare dall’arcaico albanese kota,  termine diventato un cognome molto diffuso nel meridione d’Italia e sopratutto in Puglia e che – particolare curioso – in albanese significava “inutile, cosa da poco”.

Cosa concludere, di fronte a tali notizie di carattere storico? Questo: trovo triste che i nostri bravi leghisti rinneghino le proprie radici arabe, albanesi, meridionali, mediterranee. Da loro, così orgogliosi della Tradizione, non me lo aspettavo.

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imagesLa notizia: il Tribunale di Cremona ha assolto un indiano di religione sikh che era stato fermato al supermercato perché portava un kirpan, un piccolo coltello che è fra i tradizionali segni distintivi di appartenenza religiosa al Khalsa, la comunità “ortodossa” del mondo sikh. Il sikh non aveva il porto d’armi. Il magistrato ha giudicato che consentire al sikh di portare il kirpan permettesse all’indiano «di professare liberamente la propria fede».

Le reazioni politiche: La Lega Nord ha duramente contestato il magistrato del Tribunale di Cremona parlando di «sentenza choc». Il quotidiano della Lega, la Padania, ha intitolato un articolo in prima pagina «Che giustizia disarmante»; la vicepresidente leghista del Senato Rosy Mauro ha parlato di «due pesi e due misure» rispetto alla possibilità concessa ai cittadini di portare coltelli; il parlamentare leghista Alberto Torazzi ha annunciato un’interrogazione alla Camera su questo caso, definendo “politica” la sentenza del giudice.

Il mio commento:  il kirpan è un simbolo religioso, non un’arma. Portare il kirpan è un dovere sancito dal decimo Guru dei sikh, Govind Singh, nel 1699, e  ciò rientra nelle “regole delle 5 K”, cinque prescrizioni date dal decimo Guru ai seguaci della comunità Sikh Khalsa (l’ortodossia sikh, che raccoglie i “puri”, i ”battezzati“) per definirne l’aspetto marziale e il codice etico.
La più nota delle “5 K” è quella dei kesh, il divieto di tagliare barba e capelli, che i sikh del Khalsa tengono quindi raccolti sotto il turbante, il che conferisce loro il peculiare aspetto per cui sono noti. Molti di loro portano fra l’altro proprio sotto il turbante un piccolo kirpan. Che non viene certo usato come arma.
A mio avviso, la decisione del magistrato di Cremona è dunque ineccepibile.

I sikh in Italia: la provincia di Cremona è, da una decina d’anni, uno degli epicentri dell’immigrazione sikh in I sikh. Storia e migrazione. Franco Angeli editoreItalia. I sikh vengono impiegati in lavori agricoli e zootecnici, con buona soddisfazione della popolazione italiana e un tasso soddisfacente di integrazione sociale ed economica. Un’analisi sull’immigrazione sikh nel cremonese e in altre zone d’Italia si può trovare nel volume di autori vari a cura di D. Denti, M. Ferrari e F. Perocco I SIKH. STORIA E IMMIGRAZIONE, pubblicato dall’editore Franco Angeli nel 2005 e in seguito divenuto testo d’esame per l’esame di Sociologia delle Migrazioni all’Università di Venezia. Il volume contiene, fra gli altri, un mio saggio  sulla definizione dell’identità sikh e le diverse “anime” del sikhismo in India.

Proposta per il futuro: per evitare il ripetersi di incomprensioni culturali come quella avvenuta in seguito alla sentenza di Cremona, basterebbe guardare all’estero, cioè a quei Paesi europei che nel recente passato hanno già affrontato  simili questioni. In particolare in Gran Bretagna, dove la comunità sikh è numerosa (e presente anche nei corpi di Polizia),  questioni come la libera circolazione con il kirpan, o quella dell’uso del turbante al posto del casco per motociclisti, sono state da tempo risolte. Un’occhiata a chi ha già risolto questi problemi non sarebbe inutile.

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