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Posts Tagged ‘Naxaliti’

Oggi, in Pakistan, i terroristi dell’organizzazione fondamentalista islamica Tehrik-i-Taliban hanno versato il sangue altrui in due moschee nella città di Lahore, assaltando a colpi di granate la gente in preghiera. Bilancio provvisorio: 80 morti e 100 feriti (qui il Pakistan News di Lahore). Dopo ore di scontri con i talebani, la polizia ha liberato le oltre duemila persone prese in ostaggio. Nel mirino dei terroristi c’erano gli Ahmadyya, i seguaci di un movimento riformista dell’Islam, un movimento non-violento sorto in India nel XIX secolo e oggi diffuso in tutto il mondo (Italia compresa), ma considerato eretico dai musulmani sunniti e sciiti. Lotta agli eretici, dunque, tirando granate sulla folla.
Gli attentati di oggi sono stati compiuti nel giorno che dovrebbe essere dedicato alla preghiera per ogni musulmano, il giorno più santo, il venerdì.
Domando: e questi talebani sarebbero “servitori di Dio”?


Oggi, in India, i terroristi maoisti del movimento naxalita (così chiamato Guerriglieri naxalitiperché nacque nel distretto bengalese di Naxalbari, alla fine degli anni Sessanta) hanno versato il sangue altrui in un treno che attraversava il Bengala.
Hanno sabotato i binari di un treno passeggeri, che è deragliato e si è scontrato con un treno merci. Risultato: un’orrenda carneficina (The Times of India parla di 100 morti). Gli obiettivi politici dei Naxaliti sono Sonia Gandhi e il suo governo, considerati “complici delle multinazionali” nello sfruttamento delle popolazioni rurali e tribali (gli adivasi, cioè gli aborigeni dell’India). I naxaliti colpiscono in una parte dell’India ormai nota come “corridoio rosso” e che comprende sopratutto zone del Bengala, del Jharkhand, dell’Orissa e del Chhattisgarh fino all’Andhra Pradesh, reclutando contadini spossessati di tutto. Spossessati, in effetti, dalle multinazionali, che puntano ad appropriarsi dei loro terreni per sfruttarne le risorse minerarie.  Molte organizzazioni indiane e internazionali, come Survival International, difendono i diritti degli adivasi con mezzi legali e nonviolenti. I naxaliti invece si impongono con il terrore delle armi su chiunque si opponga loro, in primis i contadini stessi.
L’ attentato di oggi è stato compiuto contro inermi civili che avevano come unica colpa quella di viaggiare in treno.
Domando: e questi maoisti sarebbero “servitori del popolo”?

I talebani e i naxaliti appartengono alla categoria dei “puri e duri”. E come tutti i “puri e duri” disprezzano la vita. Odiano la propria e quella altrui.
A tutti i “puri e duri” mi sento di dedicare queste parole del Mahatma Gandhi:

«Non voglio che la mia casa venga cinta dai muri e tappata nelle finestre. Voglio che le culture di tutte le terre si spargano liberamente nella mia casa. Ma rifiuto di essere sopraffatto da una sola di esse».

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cartina-1L’india, l’unica democrazia con le elezioni a corrente alternata, ha terminato la seconda delle cinque fasi di voto, ciascuna delle quali interessa alcuni Stati dell’Unione.  Le prossime fasi saranno il 30 aprile, il 7 maggio e il 13 maggio. Il voto finora si è svolto senza incidenti importanti, nonostante il timore di nuovi attacchi dei guerriglieri maoisti naxaliti, che nei giorni scorsi avevano sequestrato e poi rilasciato i passeggeri di un treno.

La tensione sta crescendo però nello Stato meridionale del Tamil Nadu, a causa della tragedia in corso nella vicina isola di Sri Lanka. Come nota Nello Del Gatto sul suo blog Indonapoletano (http://indonapoletano.wordpress.com/),  il principale partito del Tamil Nadu, il DMK, ha indetto uno sciopero di 12 ore in solidarietà dei Tamil dello Sri Lanka (originari appunto dell’India meridionale): in queste ore si images7sta consumando un vero e proprio massacro della popolazione tamil dell’isola, sull’onda dell’ offensiva che l’esercito srilankese sta conducendo contro il movimento guerrigliero delle Tigri Tamil. A questo proposito,  Amnesty International (http://www.amnesty.it/index.html) lancia un appello per salvare le vite dei civili, e Human Rights Watch invoca una commissione d’inchiesta Onu sui massacri in corso (vedere l’audio-slide show dedicato allo Sri Lanka su http://www.hrw.org/)

Tornando all’India, in questa seconda fase elettorale si è votato anche
nello Stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, fra i cui candidati sonia-gandhi
spicca il nome di Rahul Gandhi, figlio trentottenne rahul-gandhi1
di Sonia Gandhi (a destra) e  Segretario del Partito del Congresso.
Ma non è sui Gandhi che si stanno concentrando i riflettori, bensì sulla Chief Minister mayawatidell’Uttar Pradesh, la signora Mayawati (foto a sinistra). E’ lei la nuova star della politica indiana. Relativamente giovane (53 anni) in un Paese in cui per tradizione i leader sono anziani, Mayawati è nota come “la regina dei Dalit” (così sono chiamati i fuoricasta, un tempo “intoccabili” in quanto “impuri”). La signora Mayawati è infatti la leader del Bahujan Samaj Party, nato per rappresentare i fuoricasta e i membri delle caste più basse in Uttar Pradesh (uno Stato, ricordiamolo, che con i suoi 190 milioni di abitanti ha un peso consistente nell’Unione Indiana). Col tempo, però, Mayawati è riuscita a richiamare a sè anche membri delle caste alte, e con un’accorta strategia di alleanze le sue ambizioni politiche sono ormai arrivate a livello nazionale, tanto che alcuni osservatori ipotizzano che possa essere lei l’ago della bilancia, se le elezioni indiane non dovessero assegnare una forte maggioranza né al Partito del Congresso né agli integralisti hindu del BJP. Sarà lei il nuovo Primo Ministro dell’India?

Il personaggio non è affatto senza ombre (pesano sul suo capo, fra l’altro, varie accuse di corruzione) ma intanto si gode la popolarità: il settimanale americano Newsweek dedica un’analisi approfondita alla sua figura politica (http://www.newsweek.com/id/194603), addirittua in parallelo al presidente Obama (un parallelo del tutto insostenibile, a mio modesto avviso). In ogni caso, dopo le elezioni ne risentiremo sicuramente parlare…

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